A Colony, dal Canada una piccola grande lezione di educazione civica

- Giffoni Valle Piana

Dopo la Berlinale arriva al Giffoni Film Festival l'esordio alla regia della talentuosa Geneviève Dulude-De Celles.

“Molti dei miei personali ricordi di bambina che viveva isolata in campagna, sono confluiti nel film. Vivevo vicino ad una riserva aborigena, ma un amico aborigeno l’ho incontrato più tardi. Le esperienze del film sono vere, e ciò che non lo è avrei voluto lo fosse. I film più sono realistici e personali, più sono universali, come lo è la difficoltà a trovare il proprio posto nel mondo”, così Geneviève Dulude-De Celles incontrando i giurati del Giffoni Film Festival al termine della proiezione del suo esordio alla regia “A Colony” (Canada, 2019, 102′), già presentato alla Berlinale. Il film segue i disagi di una giovane adolescente, Mylia, che cerca di prendere coscienza della propria identità nel mondo. In questo cammino personaggio chiave sarà un giovane indigeno, Jimmy, emarginato della vicina riserva. Importanti le inquadrature in primo piano su Mylia per buona parte del film fino a quando lei non impara ad aprirsi al mondo certa di sé, consapevole della sua essenza di giovane donna, e la camera si allarga. È un film che parlando dell’importante fase della crescita e dell’entrata nell’età adulta, affronta in maniera esplicita il superamento delle diversità nella società: in maniera poetica, è una piccola grande lezione di educazione civica.