E all’ad Rai Fabrizio Salini, circondato (a partire dal suo staff) da dirigenti che guadagnano quanto lui (o quasi), hanno dato i super-poteri dimenticando il super-stipendio.

È primavera, e in casa Mediaset sbocciano gli stipendi e i contributi straordinari (tra 1.500 e 2.000 euro) per 2.753 impiegati, 34 operai, 851 quadri e 346 giornalisti. A fare la voce grossa – forti di un utile nel 2018 a quota 471,3 milioni – sono i manager. Il boccone più ghiotto – come raccontato nei giorni scorsi da Mf e Italia Oggi – se lo accaparra il vecchio leone Fedele Confalonieri: il presidente Mediaset nel 2018 porta a casa 9,5 milioni (6,5 milioni integrazione al Tfr e circa 3 milioni di compenso). Il “parsimonioso” Pier Silvio Berlusconi si accontenta invece di 1,7 milioni, mentre per Marco Giordani, cfo del “Biscione”, 1,48 milioni.

L’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. Foto Ufficio stampa Rai.

Stipendi, quelli di Cologno, che certo lasciano l’amaro in bocca al settimo piano di Viale Mazzini. Soprattutto a chi, come l’amministratore delegato Fabrizio Salini, per effetto della legge n. 198 del 26 ottobre 2016 non può percepire più di 240 mila euro lordi all’anno. In pratica – come scrive stamane Milena Gabanelli nella sua “Data Room” sul Corriere della Sera – percepisce lo stesso stipendio “di 43 suoi sottoposti”… … E “altri 12 dirigenti si aggirano sui 230.000 euro”. Qualche esempio da 240.000 euro l’anno lordi? Eleonora Andreatta (direttore di Rai Fiction); Paolo del Brocco (ad di Rai Cinema); Antonio Di Bella (direttore di Rai News); Luciano Flussi (direttore del personale); Pier Francesco Forleo (direttore diritti sportivi); Paolo Galletti (direttore Rai Academy); Monica Maggioni (ad Rai Com); Antonio Marano (presidente Rai Pubblicità); Luigi Meloni (direttore coordinamento sedi regionali ed estere); Giovanni Parapini (direttore Comunicazione); Giuseppe Pasciucco (Chief Finalcial Officer); Antonio Preziosi (direttore Rai Parlamento); Roberto Sergio (direttore Radio Rai); Gian Paolo Tagliavia (ad Rai Pubblicità), Marcello Foa (presidente Rai) e Mario Orfeo (presidente di RaiWay).

E sono decine e decine (e se ne contano, ironia della sorte, anche nello staff di Salini e Foa e tra i dirigenti senza incarico) i dipendenti dell’azienda con piccole responsabilità che comunque percepiscono intorno ai 200 mila euro l’anno lordi. Insomma, fatta la legge (il tetto) trovato l’inganno (allargare a dismisura la platea degli aventi diritto). E considerando la difficoltà di abbassare gli stipendi di decine di dirigenti del servizio pubblico, almeno per l’amministratore delegato il legislatore un’eccezione poteva farla. L’hanno dotato di super-poteri, e si sono scordati il super-stipendio. E visto che la legge di mercato non conosce tetti, quando il sevizio pubblico cerca un nuovo capo, con tutto il rispetto per Salini, si deve accontentare di quello che passa il convento. Per dirla con la Gabanelli: “O ha una motivazione di ferro, o ha poco mercato”. Altrimenti tra Cristiano Ronaldo e Seydou Doumbia, e i rispettivi stipendi, non ci sarebbe differenza…

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