Il 24 gennaio arriva al cinema “Compromessi sposi” di Francesco Micciché.

“Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi” è stato il punto di partenza della commedia “Compromessi sposi” di Francesco Micciché, al cinema da giovedì 24 gennaio, con la nuova coppia cinematografica Diego Abatantuono-Vincenzo Salemme. “Solo che siamo al contrario, io sono più Fabrizi e Diego più Totò”, osserva in conferenza stampa a Roma l’attore che si è formato con Eduardo (e di cui su RaiPlay si può rivedere “Il cilindro” con in scena anche la bellissima Monica Vitti). Se questo è vero per i ruoli – l’integerrimo Gaetano, sindaco di Gaeta (dove è stato girato il film, con puntatine anche a Formia), e l’imprenditore Diego per cui i buoni affari giustificano i mezzi -, forse non lo è per le interpretazioni, perché in alcune scene Salemme è davvero una maschera e ricorda tanto Totò. La stampa che ha assistito alla proiezione del film ha battezzato Abatantuono e Salemme come “mostri sacri”; i giovani attori, in primis Lorenzo Zurzolo (mito delle teenager per la serie “Baby” di Netflix), hanno detto che era difficile non ridere sul set con loro; ed il regista Micciché consacra la nascita della nuova coppia quando (piccolo spoiler fino al punto) Diego dice a Gaetano che il buco nell’ozono è stato causato dal ragù dei napoletani che bolle per ore e ore.

Le differenze regionali e di carattere tra i due sono al centro del film, e come la tradizione dei film di Don Camillo e Peppone si capiscono i partiti di appartenenza dei due protagonisti, cioè che il sindaco è un 5Stelle e l’imprenditore un uomo formatosi nell’era del “Berlusconesimo”, ma l’accento politico per quanto presente resta sullo sfondo. La tematica centrale del film sono due padri che sembrano non conoscere per nulla i propri figli: rispettivamente, Gaetano la fashion blogger Ilenia (Grace Ambrose) e Diego l’erede della sua fabbrichetta, Riccardo (Zurzolo), che non vuole sapere nulla dell’attività del padre. I due giovanissimi, però, appena conosciutisi, decidono di sposarsi e i padri si vedono costretti a fare i conti con la prole; per Diego, il discorso vale anche per Claudia (Valeria Bilello) che fa di tutto per farsi accettare dal papà. In queste due famiglie, centrale anche il ruolo delle madri: Mia, divorziata da Gaetano, è una donna trash ma di cuore, che non disdegna di tanto in tanto di fumarsi una canna (la canna legale entra nel film come product placement) ed è interpretata da una sempre bravissima Elda Alvigini; e Amelia, ricca di famiglia, ma che deve la salvezza del patrimonio al marito Diego, ed è interpretata da una convincente Rosita Celentano. Anzi, la coppia Alvigini-Celentano funziona al punto che le attrici giocano su uno spin off sulle suocere.

Appeal al film lo danno anche Susy Laude e Dino Abbrescia, coppia nella vita, ma sul set in ruoli distinti: lei è una wedding planner sull’orlo di una crisi di nervi, e lui il cognato che tutti vorrebbero avere, a meno di non essere un sindaco senza macchia come Gaetano. Abbrescia, sempre bravo, qui si inserisce perfettamente tra i due capocomici Abatantuono-Salemme. Ma bravo è anche un attore di conoscenza a chi ama “Un posto al sole”, Lorenzo Sarcinelli, un interprete che cresce sempre di più: qui è Primo, il tuttofare del sindaco, e tiene benissimo i tempi comici di Salemme, dando luogo ad alcune delle scene più simpatiche del film. Nel cast c’è anche Sergio Friscia, nei panni del Comandante dei Carabinieri, e la sua verve non ha bisogno di alcuna presentazione: è una forza della natura. Notevole la colonna sonora con due pezzi inediti di Carolina Rey, “Compromessi Sposi”, title track, e “La parte più viva di me”, brano che il personaggio Carolina, interpretato dalla stessa artista, dedica all’amica nel giorno delle nozze. In “Compromessi sposi” si ride tanto: è leggero e spensierato, e mette alla berlina tanti vizi e virtù di oggi. Alla sceneggiatura hanno lavorato Michela Andreozzi, Alessia Crocini, Fabrizio Nardi (che nel film è anche un sui generis impiegato dell’Asl), Massimiliano Vado e Christian Marazziti, ma molte sono le gag nate sul set. Per quanto riguarda il linguaggio, talvolta è un po’ sboccato, ma corrisponde ai personaggi e, in un caso, è una citazione nientemeno che di “Quattro matrimoni e un funerale”.

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