Adriano Celentano ha l’influenza. Si ferma “Adrian”

- Roma

In serata una nota congiunta del Clan e di Mediaset: “Aspettando Adrian” e ”Adrian la serie” per almeno due settimane non andranno in onda. Il programma rischia la seconda serata. E Manara precisa ancora...

Prima le polemiche sulla presenza flash di Adriano Celentano al teatro Camploy di Verona e l’addio al programma (durante le prove) di Michelle Hunziker e Teo Teocoli; poi il cartoon che non ha convinto critica e share; quindi l’arrivo su Rai1 del ventennale del commissario Montalbano proprio al lunedì sera, che aveva convinto Canale 5 a traslocare il cartone al martedì (il 12 e 19 febbraio); stasera, infine, ci si è messa pure l’influenza. Insomma “Adrian” non s’ha da fare… “Adriano Celentano, a causa di un malanno di stagione, non potrà guidare ‘Aspettando Adrian’ e ‘Adrian la serie’ per almeno due settimane, così come prescritto dai medici curanti. Durante questo periodo – spiega un comunicato congiunto del Clan e di Mediaset – ‘Aspettando Adrian’ e ‘Adrian la serie’ non andranno in onda”.

Rischio seconda serata – Davvero un boccone amaro per Cologno Monzese che sul programma – che ha avuto una gestazione pluriennale – ha investito ben 20 milioni di euro. Cosa dire ora agli inserzionisti? E come rimodulare il palinsesto? Ma soprattutto, chi lo spiegherà a Celentano, una volta guarito, che di questo passo il cartoon passa in seconda serata?

Manara precisa ancora – Intanto sul Fatto Quotidiano torna a parlare Milo Manara. “Caro Marco Travaglio, permettimi di precisare un paio di cose, per quello che valgono. Non ho alcuna intenzione né l’ho mai avuta di prendere le distanze da niente e da nessuno. Per il cartone animato Adrian ho fatto il mio onesto lavoro e lo rifarei anche domani, essendo il mio rispetto, la mia stima e anche la mia ammirazione per Adriano Celentano rimasti inalterati prima e dopo la cura. Leggendo che vari quotidiani si riferivano a me come all’autore del cartone animato, mi è sembrato doveroso chiarire che io ne sono stato solo il character designer, cioè quel tizio che disegna i prototipi dei vari personaggi, senza interferire minimamente nelle animazioni e tanto meno nella trama della storia. I miei disegni, cioè, erano destinati a essere visti solo dall’autore-regista e dagli animatori; non era previsto che venissero inseriti direttamente nell’animazione: se l’avessi saputo li avrei fatti diversamente, con più cura…”