Agcom: il Sic nel 2018 vale 18,4 mld. La metà a tv e radio

- Roma
Foto dal sito Agcom

Si consolida il triopolio Sky-Mediaset-Rai. Ma i big di internet galoppano (+37%) e l’editoria tradizionale arranca.

Nel 2017 valeva 17,5 miliardi. Nel 2018 il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) si attesta a quota 18,4 miliardi pari all’1,04% del Pil. A scattare la consueta fotografia annuale – utile a controllare che nessun operatore abbia ricavi superiori al limite del 20% previsto dall’art. 43, comma 9, del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (TUSMAR) – è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La parte del leone – come al solito – la fa l’area radiotelevisiva con il 49% del totale, seguita dal comparto editoriale dei quotidiani, periodici, agenzie di stampa e annuari (21%). In costante crescita, infine, l’editoria elettronica e la pubblicità online, che nel 2018 raggiunge il 18%: incremento di quasi 4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Si ferma al di sotto del 4% l’incidenza sul totale del settore cinematografico, che – considerando l’insieme degli introiti derivanti da box office, home video (vendita, edicola e noleggio), pubblicità – registra un valore pari a 689 milioni. Infine, i ricavi imputabili alla pubblicità esterna, pari a 360 milioni, e ai segmenti del below the line (iniziative di comunicazione di prodotti e servizi e sponsorizzazioni), pari a 1,2 miliardi, incidono sul SIC rispettivamente per il 2% e il 6%.

LA TOP TEN – I primi dieci gruppi operanti nel Sistema Integrato delle Comunicazioni rappresentano congiuntamente – con quasi 11,5 miliardi di euro – il 62% delle risorse complessive. In particolare, le quote più rilevanti sono detenute da Comcast Corporation/Sky (15,7%), Fininvest/Mediaset (13,4%) e Rai (13,2%). Seguono Alphabet/Google, Cairo Communication, Facebook, GEDI Gruppo Editoriale, Italiaonline, Discovery e Netflix.

Servizi di media audiovisivi e radio – Totale 9,008 mld
Oltre la metà dei ricavi (53%) deriva dal settore dei servizi di media audiovisivi in chiaro (4,8 miliardi di cui 3 miliardi dalla pubblicità e il resto da canoni), mentre il 39% degli stessi è ascrivibile ai servizi di media audiovisivi a pagamento (3,5 miliardi, di cui il 91% da abbonamenti e il resto dalla pubblicità). Una quota sensibilmente inferiore (pari al 7%) è riconducibile al mezzo radiofonico: 665 milioni di cui 517 milioni dalla pubblicità e il resto da canoni e contributi pubblici.

Editoria quotidiana e periodica (e agenzie di stampa) – Totale 3,869 mld
Nel 2018, il comparto comprensivo di quotidiani, periodici e agenzie di stampa assume un valore pari a 3,9 miliardi. Le risorse dell’editoria periodica rappresentano la metà del totale. Segue l’editoria quotidiana (46%), mentre il peso delle agenzie di stampa a carattere nazionale rimane ampiamente inferiore (4%, corrispondente a 147 milioni). L’ammontare complessivo dei ricavi dei quotidiani (nazionali e locali) è pari a 1,8 miliardi. In questo settore, i ricavi generati dalla vendita di copie cartacee e digitali, che si configurano come la fonte di finanziamento prevalente (55%), si attestano sui 990 milioni. Seguono le risorse pubblicitarie, pari a 674 milioni (38% del totale). Valori inferiori si riscontrano per i ricavi prodotti dalla commercializzazione dei collaterali librari e fonografici, pari a 83 milioni (5%), e per i contributi pubblici, pari a 44 milioni, che costituiscono il 2% degli introiti del settore dei quotidiani. Riguardo al settore dei periodici, che vale complessivamente 1,9 miliardi, la ripartizione mostra la prevalenza dei ricavi da vendita di copie cartacee e digitali. Gli stessi, pari a 1,2 miliardi, costituiscono infatti il 60% delle risorse complessive del comparto. I proventi pubblicitari, con un valore di 607 milioni di euro (31% del totale), rappresentano la seconda fonte di finanziamento dell’editoria periodica, che ricava ulteriori 151 milioni dalla commercializzazione dei collaterali librari e fonografici (8%). Esiguo per il settore dei periodici rimane il peso (0,6%) delle convenzioni e provvidenze pubbliche, pari a 11 milioni.

Editoria elettronica e pubblicità online – Totale 3,218 mld
Questo comparto, che si contraddistingue per una crescita sostenuta, nel 2018 supera per la prima volta i 3 miliardi. Sul valore complessivo incide in maniera preponderante (per il 95%) la raccolta pubblicitaria online – realizzata sia per i propri siti web/app, sia per soggetti terzi, anche attraverso piattaforme automatizzate (c.d. programmatic advertising). Nel 2018, con una variazione positiva del 37% rispetto all’anno precedente, il valore della raccolta pubblicitaria online passa da 2,2 a oltre 3 miliardi. Gli introiti dell’altra componente, attribuibili alla vendita di prodotti e servizi di editoria elettronica e alle convezioni e provvidenze pubbliche, valgono 176 milioni.

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