Agenzie di stampa: Askanews taglia 23 giornalisti e va in periferia

- Roma
Foto di Daniel Friesenecker da Pixabay

L’azienda conta di risparmiare 2,6 milioni l’anno sul costo del personale. In estate hanno chiuso prima OmniRoma e poi Il Velino.

Se i piani editoriali diventano merce rara e in redazione si assegnano i compiti in base al numero dei lanci promessi per contratto al governo; e se i politici (al Dipartimento per l’Editoria) si dilettano in fantasiose direttive e in geniali gare europee, alla fine nel campo delle agenzie di stampa (ricordiamolo, fonte primaria dell’informazione italiana) si raccolgono inevitabilmente frutti avvelenati: contratti di solidarietà, cigs, disoccupazione, esuberi, prepensionamenti e mancati pagamenti degli stipendi; fino ad arrivare, ed è stretta attualità, alla nascita di scatole societarie di ogni sorta, alle chiusure e ai licenziamenti.

IL VELINO E OMNIROMA – L’agenzia di stampa Il Velino – dove è appena cominciata la procedura per il licenziamento degli ultimi 15 giornalisti – non trasmette più da agosto scorso. Ha chiuso, insomma, dopo vent’anni… Stessa sorte per la società editrice Ediroma che dopo 15 anni di attività ha chiuso le testate OmniRoma, OmniMilano e OmniNapoli prima dell’estate con la messa in liquidazione volontaria. Ora è tempo di licenziamenti ad Askanews.

IL CASO ASKANEWS – L’editore Luigi Abete ha deciso di aprire la procedura di licenziamento collettivo per 23 giornalisti (21 a Roma e due a Milano). Ventitré su una pianta organica di un’ottantina di art.1 che fino a febbraio 2020 saranno in cassa integrazione con una percentuale variabile tra il 30 e il 45%. Chi sono i “fortunati”? Sette capiredattori, dieci capiservizio e sei redattori ordinari. Il tutto per un risparmio annuo – a quanto apprende Lo Specialista – di 2,6 milioni di euro. In fondo a che servono i graduati… Ora vanno di moda le newsroom uniche e i desk tematici sono diventati un lusso. Un annuncio a sorpresa, arrivato durante una procedura concorsuale (rimasta avvolta dal mistero) e condito dallo spostamento della redazione – raccontano i boatos – da Largo Chigi (al centro di Roma) alla periferia della Capitale in zona Prenestina. A due passi dal Palazzo, insomma… D’altronde i soldi ad Askanews (i cui proventi arrivano per il 50% dal pubblico) non bastano, nonostante l’agenzia si sia aggiudicata il lotto numero 4 dell’ultima gara per circa 4 milioni l’anno. In particolare mancano all’appello – e la questione è oggetto di due diversi ricorsi al Tar nei confronti del Dipartimento per l’Editoria – 6,3 milioni. Soldi che presto qualcuno chiederà, con i cartelli in mano, al sottosegretario per l’Editoria Andrea Martella per conto di Abete. Giornalisti scudi umani, insomma.

LA MINI-PROROGA DEL BANDO – Si continua a giocare sulla pelle di un comparto, quello delle agenzie di stampa, che stima circa 800 giornalisti art.1, un centinaio di art.2 e circa 600 amministrativi. Il tutto senza contare l’indotto. E del comparto – oltre che dei soldi di Askanews – dovrà necessariamente occuparsi al più presto il sottosegretario Martella che rispetto al suo predecessore Vito Crimi appare un attimino più sensibile alla tematica. Sul piatto – a quanto apprende Lo Specialista – c’è una mini-proroga fino a settembre 2020 della gara attuale che scade ad aprile prossimo. Nel frattempo si lavorerà a una nuova legge di sistema. Sì, perché se una dozzina di agenzie di stampa sono un unicum nel panorama internazionale, lo è anche la gara europea che considera le notizie come la carta igienica. Una legge di sistema – sul piatto ce n’è una elaborata da Stampa Romana, con il fattivo contributo dei Cdr – che individui le agenzia d’informazione giornalistica di utilità pubblica. Il tutto dopo un’attenta analisi sul rispetto da parte delle aziende di parametri precisi: occupazione stabile e a norma, assetti proprietari trasparenti e qualità del prodotto.

L’ESITO DELL’ULTIMA GARA 
Lotto 1: base d’asta 26.400.000 di euro in 36 mesi, aggiudicato all’AdnKronos per 22.968.018;
Lotto 2: base d’asta 28.128.000 di euro in 36 mesi, aggiudicato all’Ansa per 26.400.000;
Lotto 3: base d’asta 18.816.000 euro in 36 mesi. Aggiudicato all’Agi in Ati con Italpress e in avvalimento con Public Policy per 13.245.120;
Lotto 4: base d’asta 18.144.000 di euro in 36 mesi. Aggiudicato ad Askanews per circa 12.000.000;
Lotto 5: base d’asta 7.872.000 euro in 36 mesi, aggiudicato alla Dire per 6.300.000;
Lotto 6: base d’asta 7.104.000 in 36 mesi, aggiudicato a LaPresse per 7.242.228;
Lotto 7: base d’asta 4.410.000 in 36 mesi, aggiudicato a Radiocor per 3.879.000;
Lotto 8: base d’asta 990.000 in 36 mesi, aggiudicato a 9Colonne per 878.130;
Lotto 9: base d’asta 720.000 in 36 mesi, aggiudicato a Nova per 583.200;
Lotto 10: base d’asta 666.000 in 36 mesi, aggiudicato a Vista per 504.000.

Totale stanziato dal governo: 115 milioni in tre anni. Totale speso 94.000 milioni.

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