Alberto Airola: “Dico no a Emilio Carelli all’Agcom”

- Roma
Il senatore del Movimento 5 Stelle, Alberto Airola.

Il senatore del M5S suggerisce come commissario Fiorina Capozzi. E guardando alle nomine di Salini chiede: “Lasciateci libera Rai3”.

L’Agcom è in prorogatio, in questi giorni in Parlamento è partita la trattativa per il rinnovo dei vertici dell’Autorità, e c’è chi, come il senatore del Movimento 5 Stelle Alberto Airola, mette le mani avanti. “Posso annunciare che mi opporrò – ha premesso a Lo Specialista – nel caso il Movimento scelga come commissario Emilio Carelli. Noi siamo contro le porte girevoli della politica. E nella legge di riforma della governance Rai che abbiamo proposto c’è scritto chiaramente che non possono essere indicati come commissari all’Agcom soggetti che nei sei anni precedenti alla nomina abbiano ricoperto cariche di governo o politiche elettive a qualunque livello”. Si è parlato anche di Antonello Giacomelli. “Il Pd – ha aggiunto Airola – può fare quello che vuole. Ma noi no”. Chi dovrebbe scegliere il Movimento per Via Isonzo? “Io suggerisco Fiorina Capozzi, ma è un nome che credo non verrà considerato. È esperta di economia in generale e di tlc in particolare. Ha un curriculum all’altezza ed è combattiva. Ma soprattutto è politicamente indipendente. Carelli, non lo sarebbe… Massimo rispetto per la persona. Ma noi del Movimento non vogliamo l’acqua privata e gli inceneritori, non rientrano nei nostri principi base. E diciamo basta anche alle porte girevoli della politica”.

PATTO DEL NAZARENO ALL’AGCOM – Che ne pensa della multa dell’Agcom alla Rai? “Stiamo spingendo per l’audizione del presidente Cardani in Vigilanza. Quella sanzione sembra fatta apposta per attaccare Fabrizio Salini e fare in modo che anche il Movimento 5 Stelle, che fin qui ha difeso l’operato dell’ad, sentendosi penalizzato faccia barcollare la posizione del capo azienda. È un’audizione che gli altri partiti non vogliono e che io credo invece sia fondamentale prima che se ne vada. Cardani deve spiegare le logiche da Nazareno del parlamentino Agcom, in cui commissari in quota Pd e in quota Forza Italia hanno votato insieme”.

LIBERATE RAI3 – Giovedì si riunisce il cda Rai a Milano, cosa consiglia a Salini per uscire dal labirinto delle nomine? “Io ho proposto una soluzione a titolo personale. Quelli del Pd sono assatanati. In un Paese dove si lottizza la Rai, due partiti (Pd e Renziani) hanno due canali e il centrodestra ne ha un altro. Il Movimento 5 Stelle non ha niente. Noi abbiamo sempre detto che non vogliamo lottizzare, ma almeno che gli altri non lottizzino un canale. Serve una Rete gestita adeguatamente. Lasciateci libera Rai3. Lasciate uno slot per immaginare un canale indipendente. Sia chiaro – ha dunque precisato Airola – non voglio un canale di riferimento per il Movimento, voglio un canale che non sia di riferimento per nessuno. Un canale che sia libero di fare informazione di servizio pubblico, senza talk urlati, con documentari di qualità, approfondimento coraggioso e il ritorno della satira. Un posto libero”. Ma il Pd vuole Mario Orfeo proprio al Tg3? “Orfeo può tranquillamente trovare una collocazione più prestigiosa…” Pensa al Tg1? “Certo non sarò io a dirlo, fosse per me potrebbe andare a Rai YoYo o a fare il corrispondente dall’Islanda”. Che ne pensa di Carboni? “Lo abbiamo messo noi al Tg1 ed è andato in grande difficoltà. È stato assediato, il risultato è un tg governativo vicino al Pd”. A parte la grana Orfeo, chi dovrebbe dirigere questa nuova Rai3 libera? “Non faccio nomi, abbiamo già preso delle cantonate con personaggi come Carlo Freccero dal quale ci aspettavamo molto di più”. “Vorrei che i nomi venissero fuori da una selezione indipendente dalla politica, un bel job posting che valorizzi le competenze interne. Almeno su un canale possiamo fare a meno della solita compagnia di giro”.

I NUOVI CANALI RAI – Salini lamenta poche risorse per il canale istituzionale e per il canale inglese. “Innanzitutto – ha ricordato il senatore del M5S – la genesi del canale istituzionale non era prevista così. Avevamo semplicemente chiesto che venissero trasmesse sul digitale terrestre, oltre che su web e satellite, le sedute di Camera e Senato che pagano per avere questo servizio. Il canale istituzionale lo scioglierei nell’offerta di Rai Parlamento aumentandone le finestre sulle reti generaliste e migliorando l’offerta allargando magari anche all’Europa. Ma l’investimento deve essere decisamente basso”. E Il canale in inglese? “Potrebbe essere un ottimo sistema attrattivo per il Paese. L’importante è che siano pensati prodotti originali. E qui è necessario investire un po’ di più, al fine di avere un palinsesto all’altezza della sfida”.

UN ALTRO FABIO FAZIO – Mercoledì in Vigilanza Rai ascoltate in audizione il dg Rai, Alberto Marassino, e la direttrice acquisti della Rai, Monica Caccavelli. Cosa chiederà? “Alla Caccavelli chiederò di far luce sugli appalti esterni. Voglio capire intanto tutte le procedure di acquisto e se avvengono direttamente o tramite intermediari che fanno lievitare i prezzi.” Chiederete perché la Rai non approva la Policy sugli agenti? “Quel dossier – ha ricordato Airola – è da mesi sul tavolo del cda Rai e ogni volta viene rimandato. Hanno un budget 2020 che prevede una perdita di 65 milioni. Cominciassero a far fuori personaggi costosi… Possibile che con 1.700 giornalisti non si riesca a trovare un altro Fabio Fazio? La Rai ricominci a produrre all’interno e all’esterno si rivolga a nuova società con giovani, che fanno prodotti eccezionali e poco costosi. E poi serve la job rotation per i dirigenti. Da quanto tempo sta alla fiction l’Andreatta?” A a Matassino cosa chiederete? “I tempi di attuazione del piano industriale. Se si perde questo treno di trasformare la Rai in media company, la partita del servizio pubblico è persa…”

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