Il presidente Rai Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini © LaPresse

In arrivo prima di lunedì le nomine alla corporate. Gelo in cda con Foa e De Biasio. E anche la De Santis è nel mirino...

Il “caso Foa”, il “caso Fazio”, il “caso De Biasio” e il mistero delle nomine alla corporate. Tanta carne al fuoco del cda Rai convocato d’urgenza per oggi pomeriggio su richiesta dei consiglieri Rita Borioni, Riccardo Laganà, Beatrice Coletti e Giampaolo Rossi. Doveva essere l’occasione per un chiarimento strategico al settimo piano. E i momenti di tensione non sono mancati. Ma andiamo con ordine.

CASO FOA – I consiglieri Rita Borioni e Riccardo Laganà hanno consegnato in apertura di consiglio una lettera al presidente Marcello Foa per invitarlo a dimettersi dall’incarico di presidente di RaiCom. Foa non si è pronunciato, ma sa bene che quelle dimissioni lo toglierebbero dai carboni ardenti del Palazzo. Eviterebbero a lui – che dalla presidenza di RaiCom non ha avuto né soldi né potere ma solo polemiche – l’eventuale pronuncia del Parlamento con un’apposita risoluzione che farebbe vacillare anche la sua poltrona al vertice di Rai Spa; e quelle dimissioni consentirebbero a Salini di evitare l’ennesima “interrogazione” (prevista per martedì 28 maggio) proprio sull’argomento RaiCom. Vedremo…

CASO FAZIO – Sulla questione dell’anticipata chiusura del programma “Che fuori tempo che fa” alcuni consiglieri hanno chiesto lumi a Salini. In particolare sulle procedure interne adottate dal direttore di Rai1, Teresa De Santis, prima del cambiamento di palinsesto. L’ad ha spiegato che sono ancora in corso delle valutazioni su quanto accaduto e probabilmente riferirà nel prossimo consiglio previsto per il 30 maggio. Nel frattempo un messaggio alla De Santis sarebbe già arrivato: niente esterni al daytime di Rai1. I due si incontreranno di nuovo la prossima settimana.

CASO DE BIASIO – Si è poi discusso animatamente dell’intervista del consigliere Igor De Biasio al Messaggero (“La fiducia per Salini a priori è finita”). Dichiarazioni che molti hanno interpretato come un agguato mediatico della Lega nei confronti del capo azienda scelto dai 5Stelle. Sembra che De Biasio non abbia fatto passi indietro, rivendicando i passaggi chiave delle dichiarazioni rese. “Quell’intervista – avrebbe detto – la rifarei”.

CASO NOMINE – E’ apparso un mistero (sembra che mancasse da ultimare un passaggio formale) il fatto che all’improvviso l’ad abbia deciso di non comunicare le nomine della corporate al cda. Nomine che a quanto si apprende sarebbero state già firmate e che nelle prossime ore saranno comunicate agli interessati e anche al consiglio. Di certo Salini non si presenterà lunedì mattina all’Auditorium del Foro Italico (alle 10,30) senza aver chiuso questa partita. È atteso per la presentazione all’azienda del piano industriale 2019-21. Per allora – quando l’“esercito” sarà collegato in streaming – saranno chiari anche i nomi dei suoi nuovi “colonnelli”. A proposito di “generali”, il rapporto tra Foa e Salini è agli sgoccioli. Altro che “diarchia”. Sembra che Salini abbia fatto di testa sua. E non a caso qualche testa verde sarebbe saltata nell’ultima stesura dello scacchiere per lasciar spazio a teste gialle, rosse e blu… Nelle prossime ore tutti i nomi.

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