L’attesa è finita. In arrivo i nuovi dati sui device digitali ogni pomeriggio.

La tv va oltre la tv, e anche share e audience non restano a guardare. Ad oggi, tramite il SuperPanel Auditel (campione di 16.100 famiglie, pari a circa 41.000 individui), gli editori televisivi e gli inserzionisti della pubblicità possono sapere più o meno quali programmi (e quali spot) guardano gli italiani tramite 41 milioni di apparecchi tv (di cui sette milioni di smart tv già connesse alla Rete). Entro giugno 2019 – a quanto apprende loSpecialista.tv – sapranno cosa guardano anche tramite 60 milioni di dispositivi digitali connessi (smartphone, pc, tablet e console). E questo dato non sarà solo il frutto di un campione, ma la realtà. Il dato sui device sarà rilasciato da Auditel il pomeriggio (si dice alle 18, e non alle 10 circa come avviene ora) nei giorni lavorativi. Mentre il dato dei festivi sarà distribuito nel primo giorno lavorativo utile. La novità più grande, naturalmente, è che sarà possibile conoscere il consumo televisivo per singolo device (mobile, pc e altri) e il tipo di visione (lineare e on demand). Il tutto naturalmente per i singoli canali e per i singoli programmi.

Auditel con la Total audience consegna all’industria della Tv e della pubblicità lo strumento per intercettare appieno il futuro. Già si parla di applicazioni per contrastare la pirateria e per tutelare il diritto d’autore. Ma questa sarà l’occasione anche per fare un po’ di luce in un mercato digitale opaco, non regolato, dominato da soggetti che sfuggono ad ogni controllo. La Total audience, infatti, si presenta come la prima metrica di misurazione interamente vigilata, certificata, pienamente rispondente alle direttive europee, e integralmente controllabile in ogni fase del suo processo. Questa sarà dunque anche l’occasione per incalzare sul terreno della trasparenza e della certificazione i vari Google, Amazon, Netflix, Dazn, Apple, Disney e così via. Loro il tag Auditel (che la maggior parte dei broadcaster operanti in Italia hanno accettato) non lo vorranno mai. Non permettono di ficcare il naso in casa loro. Ma le loro app, intanto spopolano… Chissà se la Total audience porterà anche un po’ di Total disclosure… Insomma, se nel campo dei motori di ricerca (Google), del commercio on line (Amazon) e dei social media (Facebook) vige la dittatura degli algoritmi. Non è detto che questa deriva debba contaminare anche la tv.

Approfondimenti