Audrey Hepburn

Un'ampia intervista sul numero di Famiglia Cristiana.

“Ogni mattina si alzava alle quattro per studiare i copioni. Non si riteneva una grande attrice. Pensava: ‘Prima o poi se ne accorgeranno e mi cacceranno’”, così Luca Dotti, il più giovane dei due figli di Audrey Hepburn, ricorda la madre a 90 anni dalla nascita, avvenuta il 4 maggio 1929, in un’ampia intervista pubblicata sul numero di Famiglia Cristiana in edicola dal 2 maggio. “Ho diversi film di mamma nel cuore. Gli ‘Occhi della notte’ però era il film che lei amava di più forse perché era l’unico in cui non faceva Audrey, ossia l’icona, ma era un ruolo che si era scelto e che aveva studiato con attenzione. Non va dimenticato però che anche film come ‘Sabrina’ o ‘Vacanze romane’ sono tuttora attuali e contribuirono a diffondere l’immagine di una donna diversa, con più libertà”. Delle tre vite di Audrey – diva hollywoodiana, casalinga e ambasciatrice Unicef – quale le fu più congeniale? “Tutte e tre sono la vita della stessa donna e le ha affrontate nello stesso modo. L’aspetto più importante è che lei non ha mai dimenticato l’adolescenza trascorsa in Olanda. Mamma è rimasta sempre, e nel modo migliore, quella ragazzina sopravvissuta alla guerra”.

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