Bacchettata (e multa) dell’Agcom alla Rai

- Roma
Il presidente dell'Agcom, Angelo Marcello Cardani.

Violati i principi d’indipendenza, imparzialità e pluralismo. Sanzione di 1,5 mln. Irregolarità anche nella vendita degli spot.

La bacchettata dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni alla Rai era nell’aria, ed è puntualmente arrivata. Il Consiglio dell’Agcom – nella riunione di giovedì 13 febbraio – ha infatti accertato, con due diverse delibere, alcune violazioni degli obblighi di contratto di servizio. Da una parte la Rai non ha rispettato i “principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo, riferito – spiega una nota dell’Autorità – a tutte le diverse condizioni e opzioni sociali, culturali e politiche, così da garantire l’apprendimento e lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettività, nel rispetto della dignità della persona, del diritto e dovere di cronaca, della verità dei fatti e del diritto ad essere informati”. E per questo ha ricevuto una sanzione di 1,5 milioni (voto contrario del Commissario Morcellini e astensione del Commissario Posteraro). Invitando Viale Mazzini a ripristinare il rispetto del contratto di servizio, l’Agcom ha inoltre accertato – questa vola all’unanimità – il mancato rispetto dei principi di non discriminazione e trasparenza, in relazione al pricing effettivamente praticato, dalla concessionaria Rai, nella vendita degli spazi pubblicitari. Di conseguenza, l’Autorità ha diffidato la Rai a cessare immediatamente i comportamenti contestati, anche al fine di consentire ad Agcom la verifica del corretto utilizzo delle risorse pubbliche (canone) e private (pubblicità) per il finanziamento delle attività e della programmazione di servizio pubblico.

Approfondimenti