Bianchi Clerici presidente Rai? Non sarebbe una passeggiata

- Roma

Altro che Salvini e Di Maio. Il presidente di “garanzia” lo sceglie il cda con la “benedizione” della Vigilanza.

In questi giorni i giornali scrivono pagine e pagine sulle trattative giallo-verdi in merito alle nomine Rai. Per martedì 24 luglio, infatti, è attesa l’indicazione degli ultimi due consiglieri d’amministrazione, il famoso “ticket” amministratore delegato-presidente che al momento vede favoriti Fabrizio Salini per la figura di ad e Giovanna Bianchi Clerici per la presidenza. Ma c’è un aspetto che sfugge a diversi commentatori e che sarebbe invece bene richiamare con attenzione. L’ad è nominato dal cda non più d’intesa, ma su proposta dell’assemblea dei soci: quindi se lo sceglie il governo. Il presidente di garanzia se lo nomina il cda Rai tra i suoi membri senza intese e senza consigli. I magnifici sette, insomma, si siederanno nella Sala Orsello, si guarderanno negli occhi e decideranno chi tra loro avrà l’onere e l’onore di fare il “presidente di garanzia”. Certo, sanno bene che attorno al tavolo ovale c’è un consigliere che il governo “suggerisce” come presidente. Ma chi a Palazzo Chigi lo ha designato – per evitare un corto circuito – si deve preoccupare prima che sia un profilo alto e di garanzia.

Un’elezione, quella del presidente Rai, subordinata non a caso al parere favorevole dei due terzi della commissione di Vigilanza. Perché il presidente – oltre a rappresentare l’azienda, a convocare, presiedere e formare l’ordine del giorno dei lavori del cda orientando l’attività dell’organo amministrativo e ad incassare deleghe nelle aree delle relazioni esterne e istituzionali e di supervisione delle attività di controllo interno – ha soprattutto una funzione di garanzia e di contrappeso all’ad. Luigi Di Maio e Matteo Salvini, insomma, si scelgano pure il nuovo “principe” di Viale Mazzini, ma sulla presidenza avranno bisogno del gradimento del cda e del Parlamento. E per Giovanna Bianchi Clerici – dal 1996 al 2005 deputato della Lega e dal 2005 al 2012 consigliere Rai – non sarebbe una passeggiata.

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