Bilancio Rai: più canone, meno pubblicità. Il 2019 chiude in pareggio

- Roma
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Niente utili nonostante il risparmio di 20 milioni per mancato acquisto della Champions. Approvata la semestrale: +3,3 milioni.

Mentre Mediaset abbatte i costi (centinaia di dipendenti in meno in Italia), si libera della zavorra Premium e festeggia una semestrale con utile di 108,9 milioni (+155%), la Rai fatica a far tornare i conti. Dell’argomento si sono occupati gli ultimi cda, prima con l’audizione del Chief financial officer Giuseppe Pasciucco (su consuntivo al 30 giugno 2019 e budget 2019), e poi con l’audizione del direttore di Rai canone Nicola Sinisi (in leggero miglioramento la raccolta, sfiorerà un miliardo e 800 milioni nel 2019). Il dato ufficiale è che il primo semestre 2019 del Gruppo registra un risultato in leggero utile (3,3 milioni). Eppure, nonostante il mancato acquisto della Champions League, che ha prodotto un risparmio di 20 milioni sul 2019 (e altri 20 ne produrrà sull’esercizio 2020), la Rai – a quanto apprende Lo Specialista – chiuderà il bilancio di quest’anno ancora in pareggio. La difficile congiuntura della raccolta pubblicitaria (625 milioni contro i 635 del 2018), il mancato introito dell’intero extra gettito del canone Rai (190 milioni) e gli investimenti per il nuovo contratto di servizio e per l’avviamento del nuovo piano industriale (37 milioni sul 2019) pesano sui conti dell’azienda. Dopo l’utile del 2016 (18,1 milioni) e del 2017 (14,3 milioni) la Rai come nel 2018 chiuderà dunque in pareggio. Sempre che la nuova stagione giallorossa non decide di farle un regalino lasciandole l’intero importo del canone Rai e quindi altri 95 milioni.