Box office 2018: l’Italia non è la sola in calo. Ci sono anche Germania, Francia e Spagna

- Roma

Ottimismo degli operatori italiani per il 2019 per il +12% della prima settimana dell’anno, e il +14,5% tra il lunedì e il mercoledì di questa settimana.

“Il 2018 si chiude con una lieve flessione del box office cinema rispetto all’anno precedente, in linea con la tendenza dei principali territori europei a noi comparabili, ma con tutto il mondo del cinema italiano che nutre grandi aspettative per l’anno che è appena cominciato. Un ottimismo che ha basi solide avendo l’industria risolto, negli ultimi mesi del 2018, alcune delle storiche criticità del nostro mercato. Palinsesto estivo, multiprogrammazione e window sono stati i primi tre goal messi a segno grazie al lavoro congiunto di Distributori, Produttori ed Esercenti e che unitamente ad altre importanti iniziative consentiranno al 2019 di essere ricordato come l’anno del cambiamento”, così Luigi Lonigro, Presidente Sezione Distributori Anica, a commento del bilancio della difficile annata 2018 per quattro delle Big Five europee: Germania (-16%), Francia (-4%), Spagna (-2%) e Italia (-5%), con l’eccezione di UK, dove il B.O. registra sostanziale stabilità (+0,6%). In particolare, a fine 2018 il botteghino italiano registra circa 93 milioni di presenze e 584 milioni di euro di incasso, secondo i dati Cinetel (che rappresenta circa il 92% del totale delle presenze e il 94% degli incassi dell’intero mercato sala registrato ufficialmente da Siae).

Il numero dei biglietti staccati vede molto vicini all’Italia, in realtà, due Paesi di dimensioni e popolazione molto diverse: Spagna (98M biglietti, 586M€) e Germania (97M biglietti, 840M€). A occhio nudo si nota come il prezzo medio sia simile nei due Paesi mediterranei (i biglietti meno costosi in Europa), mentre è molto più alto in Germania. Il successo della Spagna e la situazione critica tedesca sono basati su una variabile fondamentale per indicare la salute del mercato e il confronto col nostro Paese: i dati di consumo riferiti alla stagione estiva, molto positiva in Spagna e molto negativa in Germania nell’anno 2018. La stagione estiva è stata negli ultimi anni anche la principale nota dolente del mercato italiano: nel 2019, l’industria vuole investire ed esprimere fiducia in una svolta nei consumi. Le aspettative positive per l’anno appena iniziato sono quindi fortemente radicate nella prospettiva di una positiva estate 2019, cui fortissimamente e unitariamente hanno lavorato gli operatori della filiera in confronto costruttivo con Governo e Istituzioni, con un piano di programmazione e promozione che finalmente vedrà i 5 mesi tra aprile e agosto primeggiare nell’appetibilità dell’offerta. Entro la primavera 2019 saranno resi noti anche i titoli europei, italiani e indipendenti che si affiancheranno a quelli già annunciati dagli Studios, per formare un’offerta estiva che si annuncia la più forte che sia stata mai proposta nell’ultimo decennio.

Venendo al risultato dei film nazionali, non sembra più vera l’equazione per la quale la quota di mercato americana è stabile e la differenza la fa soprattutto il cinema nazionale. In un anno in cui anche gli USA hanno perso alcuni campioni (7 titoli Usa sopra i 10 M€ vs gli 8 del 2017, con un incasso medio di 1M€ più basso nella top 10) e 6 punti di quota di mercato, il cinema italiano si è difeso bene, raccogliendo una quota di mercato del 23%. Emerge nel 2018 l’importanza del cinema “medio”, zoccolo duro dell’industria e di una produzione che mette sicuramente sul mercato troppi titoli in un anno, ma che attraverso la quantità esprime anche vitalità e progettualità per nulla scontate. L’inizio dell’anno 2019 sembra essere positivo e, se non spinge a vedere tutto rosa, consente ragionevole ottimismo, nel quadro delle mutazioni attese per l’anno appena iniziato. Se il buongiorno si vede dal mattino, il +12% della prima settimana dell’anno, conclusa con l’Epifania (quest’anno caduta di domenica), e il +14,5% tra il lunedì e il mercoledì di questa settimana sui corrispondenti del 2018 sono sintomi limitati, ma importanti della conferma dell’interesse del pubblico per lo spettacolo più popolare nel periodo tradizionalmente più importante.

“Produttori, distributori ed esercenti cinema, uniti in un progetto comune, sanno da dove ripartire, senza nascondere le criticità, ma analizzando bene gli elementi oggettivamente positivi che vanno ad aggiungersi agli importanti progetti del 2019, a partire dal prossimo mese di marzo con l’appuntamento con i David di Donatello e il primo grande momento promozionale per poi giungere alla grande estate di cinema”, commenta Mario Lorini, Presidente ANEC. Della stessa lunghezza d’onda Carlo Bernaschi, Presidente ANEM: “Preso atto della carenza del mercato italiano in estate e dell’affollamento in autunno e inverno, la filiera dell’industria del cinema ha preso finalmente coscienza di dover cambiare il modo di uscire durante tutta la stagione ed ha concordato uscite estive molto importanti accompagnate, con accordo con il MiBAC, da una forte campagna di comunicazione che inizierà con i David di Donatello”. “Confidiamo che il 2019 dia inizio anche a un ritorno alla crescita delle presenze nelle sale, che sono e restano più che mai in Italia il fenomeno sociale, culturale e di entertainment numero uno per chi esce di casa”, dichiara Francesco Rutelli, Presidente ANICA.

“Anche in questa fase di grande trasformazione e di cambiamento dei comportamenti del pubblico, il consumo di cinema in sala rappresenta ancora il momento di richiamo collettivo e sociale più importante. Nonostante la competitività di altre forme di narrazione e di consumo, il numero di biglietti venduti rimane in sostanza stabile, registrando un aumento della quota del prodotto italiano. Questa tendenza positiva deve altresì indurre i produttori italiani a proporre un prodotto più competitivo e innovativo, in grado di rispondere alla domanda di un pubblico sempre più esigente e stimolato. Per raccogliere questa sfida dobbiamo puntare da una parte ad elevare il livello produttivo ed artistico del prodotto italiano medio, dall’altra a perseverare nella ricerca di nuovi talenti e di nuovi modelli narrativi ed estetici: obiettivi previsti nella nuova legge cinema che ci auguriamo quest’anno possa entrare nella sua effettiva operatività, e che potranno essere raccolti e potenziati dalle nuove linee di investimento di tutto il sistema televisivo – sia lineare che rappresentato dalle nuove piattaforme – ora in fase di definizione”, afferma Francesca Cima, Presidente Sezione Produttori ANICA.