Cala il sipario sul Festival dei giovani. Baglioni: il tris? “Il troppo stroppia”

- Roma
Baglioni, Raffaele e Bisio sul palco dell'Ariston

Il direttore suggerisce qualche cambiamento al format, non scioglie la riserva sul prossimo anno e se ne torna nella sua “ombra”. De Santis (Rai1): “Siamo particolarmente soddisfatti”.

Cala il sipario sulla 69esima edizione del Festival di Sanremo. All’Ariston su una cosa sono tutti d’accordo: è stato il festival dei giovani. Lo hanno vinto loro (sul podio la media è stata di 25 anni); finalmente lo hanno guardato e ascoltato anche loro (record nei target giovanili anni 8-24 anni); e lo hanno commentato sui social (15 milioni di interazioni in 5 giorni, +10% rispetto all’anno scorso) soprattutto loro. Il direttore artistico, Claudio Baglioni, in conferenza stampa è apparso (giustamente) provato ma soddisfatto. E sollecitato dalla stampa sulla possibilità di un tris anche nel 2020, si è addirittura lanciato ad immaginare alcune modifiche al format: più corto – senza preoccuparsi della tirannia dello share – con meno di 24 cantanti in gara (si pensa a venti), e magari anche con qualche novità nella giuria: “Questa mescolanza rischia di essere discutibile. Con tre o quattro giurie spezzettate. Se vuole essere una manifestazione popolare potrebbe essere giudicata solo dal televoto”. “Di lavoro da fare ce n’è tanto, e mi piacerebbe anche farlo”. L’anno prossimo? “Non non è ho la minima idea. Il troppo stroppia – la chiosa di Baglioni – anche se è bello e faticoso”. Ora ho solo “tanto bisogno di ombra. Poi riaccenderò i riflettori quando ricomincerò a fare il mio percorso individuale”. Un consiglio a chi verrà dopo? “Continuate a mantenere il festival vicino alla musica e vicino ai giovani”.

Claudio Baglioni durante la conferenza finale del 69esimo Festival di Sanremo

Gli ascolti sono stati buoni: media share del 49,8% e di 9,8 milioni di spettatori. Inferiori a quelli della scorsa edizione: audience media delle cinque puntate è stata di 10.919.000 spettatori con share 52,3%. Ma vanno considerati due fattori: l’Auditel – presto comincerà a farlo – non monitora la tv guardata tramite gli altri device; e la platea televisiva nel suo complesso sta piano piano dimagrendo. Contenta, e sorridente, anche la direttrice di Rai1, Teresa De Santis: “Guardando ai risultati nel complesso – ha spiegato – siamo particolarmente soddisfatti”. “Il record d’ascolti dell’anno scorso non era facile da eguagliare. Ma è stato il festival dei record. A partire dalla raccolta pubblicitaria che ha raggiunto quota 31 milioni”. Questa edizione ha restituito a Rai1 “una sua forza e una sua identità anche tra i giovani”. Sanremo 2019 chiude con un ascolto per la serata finale di 10 milioni 622 mila con uno share del 56.5 per cento. Nel 2018 la finale del primo festival diretto da Claudio Baglioni aveva raccolto una media di 12 milioni 125 mila telespettatori pari al 58.3% di share. Un pochino di meno, ma parecchio più giovani. Un’assicurazione per il futuro della kermesse.

Teresa De Santis durante la conferenza finale del 69esimo festival di Sanremo

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