Mario Calabresi mostra la Repubblica a Sergio Mattarella.

Tra una settimana l’editoriale di addio da la Repubblica. “I tempi e i modi sono stati certo bruschi e repentini”. “Idee diverse sull’organizzazione del giornale, le priorità e le linee di sviluppo”.

L’editoriale di congedo arriverà solo tra una settimana – quando Mario Calabresi lascerà il testimone de La Repubblica a Carlo Verdelli – ma qualche risposta ai lettori (nello spazio concesso per l’occasione da Corrado Augias) il direttore uscente l’ha già data. “I tempi e i modi sono stati certo bruschi e repentini…” – ammette Calabresi – “…ho deciso di scrivere oggi, per dirvi che di Repubblica, dei suoi giornalisti e del nuovo direttore Carlo Verdelli potrete continuare a fidarvi”. Quindi il motivo dell’addio: “Non ci sono retroscena particolari in questo passaggio, motivazioni nascoste e oscure, e nemmeno un crollo nelle edicole o nei numeri digitali, ma idee diverse sull’organizzazione del giornale, le priorità e le linee di sviluppo. Quando tra l’editore e il direttore viene meno la sintonia, si chiude un ciclo”. Quindi Calabresi rivendica la rotta del suo quotidiano: “Una linea di opposizione a questa maggioranza che sta isolando e lacerando l’Italia”.

Approfondimenti