NELLA FOTO AGI PER UFFICIO STAMPA RAI MONICA MAGGIONI

Notificato il ricorso (anche da un giornalista di RaiNews24) al Tribunale amministrativo del Lazio. Impugnato il piano aziendale per la cessione del canale alla consociata RaiCom.

Il nuovo canale in inglese della Rai affidato alla consociata RaiCom non s’ha da fare. La pensa così, tra gli altri, il Comitato per l’Informazione pubblica (fondato da oltre 100 giornalisti risultati idonei alle selezioni Rai 2015) che nella serata di lunedì 6 maggio – a quanto apprende loSpecialista.tv – ha notificato un ricorso al Tar del Lazio. Tra i ricorrenti anche un giornalista dipendente della Rai in servizio presso RaiNews24. Il Comitato, assistito dall’avvocato Vincenzo Iacovino, denuncia che tutti i soldi che la Rai darà a RaiCom potrebbero costituire un aiuto di Stato in violazione delle direttive europee. Inoltre questo canale in inglese in pancia al braccio commerciale dell’azienda non sarebbe soggetto agli stessi vincoli e controlli che oggi invece deve rispettare la Rai. E il tutto costituirebbe una violazione del contratto di servizio.

I boatos di Viale Mazzini raccontano che il nuovo canale in inglese andrà in onda già da dicembre 2019 e avrà un budget di circa dieci milioni l’anno per tre anni. Trenta milioni fino al 2021 ai quali se ne aggiungeranno altri trenta, sempre in tre anni, per realizzare il canale istituzionale. Nel frattempo, già entro giugno di quest’anno, Rai e RaiCom (la società amministrata da Monica Maggioni con Marcello Foa presidente) firmeranno un contratto di servizio per la realizzazione del canale, e sarà definita la struttura e l’organizzazione. Inoltre sarà stabilita la linea editoriale, ci sarà un road-show di presentazione ai possibili partner istituzionali (e privati) e l’avvio di attività commerciali: al canale serviranno infatti altre entrate. Inoltre, sempre prima dell’estate, è previsto l’avvio della produzione dei primi contenuti originali. Il tutto per circa 1.000 ore di nuove trasmissioni all’anno: produzioni originali, cinema e materiale d’archivio da ri-editare in inglese; e contenuti news (un blocco ogni ora).

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