Cda Rai convocato per il 27 novembre, nomine a Reti e Testate

- Roma

Si rincorrono voci su Casimiro Lieto (Rai1), Teresa De Santis (Rai2) e Maurizio Losa (RaiSport) in rampa di lancio. All’ordine del giorno anche i palinsesti invernali e il budget.

Il consiglio d’amministrazione della Rai è stato convocato per martedì 27 novembre alle ore 16. E – a quanto apprende LoSpecialista.tv – all’ordine del giorno (oltre al palinsesto gennaio-marzo 2019 e all’aggiornamento sui conti 2018) figurano le nomine alle Reti e alle Testate. Finalmente, dunque, RaiSport (senza “boss” da agosto 2018) potrebbe avere un direttore. E il favorito, in quota Lega, resta Maurizio Losa con Auro Bulbarelli ottimo outsider. Ma il piatto più prelibato sono certamente Rai1, Rai2, e Rai3. Per la terza Rete giungono voci di conferme per Stefano Coletta. Il destino di Angelo Teodoli a Rai1 (nonostante gli ottimi risultati) e di Andrea Fabiano a Rai2 sembra invece segnato. E pensare che Teodoli è atteso in Vigilanza per un’audizione giovedì 29 novembre alle 8:30. Potrebbe “deporre” in Parlamento da ex! Per l’ammiraglia resta forte la candidatura (anche qui in quota Salvini) di Casimiro Lieito, autore della “Prova del cuoco”. Teresa De Santis lo insidia da vicino ma potrebbe accontentarsi di Rai2. Poltrona per la quale conta anche l’inossidabile Carlo Freccero. Ormai data per certa, infine, la nomina di Antonio Preziosi a Rai Parlamento.

Davvero un fulmine a ciel sereno questo cda Rai. Soprattutto considerando le parole dell’ad, Fabrizio Salini, in commissione di Vigilanza del 15 novembre scorso in  merito alle  nomine alle Reti. “Ritengo che un cambio repentino non avrebbe portato nessun beneficio – ha spiegato – non foss’altro che i direttori di Rete sono i detentori della programmazione, dei palinsesti e dei contenuti che andranno a configurare l’offerta almeno fino alla primavera. Con loro si è innestato un rapporto di collaborazione. È evidente che sto valutano profili interni all’azienda che possano dal mio punto di vista valorizzare ulteriormente e condividere un piano e un percorso editoriale”. Salini, insomma, che si attribuisce “l’intera responsabilità delle scelte” avrebbe cambiato idea.