Risolti gli ultimi dubbi dei broadcaster (e soprattutto della Rai) sulla privacy grazie al confronto dei rispettivi Data Protection Officer. Presto Auditel pubblicherà (il pomeriggio) anche i dati sui device.

Tutto pronto per la “total audience”: l’ascolto televisivo che comprenderà anche i device digitali (smartphone, pc, tablet, smart tv e vari dispositivi Ott connessi alla rete internet). L’Auditel la rileva quotidianamente già dal 16 dicembre 2018, e presto la renderà pubblica. A quanto apprende loSpecialista.tv, infatti, sono stati risolti gli ultimi dubbi sollevati nei tavoli tecnici dai broadcaster (a partire dalla Rai). Problemi non dovuti – come qualcuno ha scritto erroneamente – al fatto che Viale Mazzini temesse il suo pubblico in avanti con l’età e il suo palinsesto poco adatto alla “snack tv”. Il nodo era la privacy. In sostanza i broadcaster – per il tramite dei rispettivi Data Protection Officer (DPO), ovvero un responsabile della protezione dei dati personali – hanno chiesto garanzie sul trattamento dei dati che forniranno. Il tutto in ottemperanza al GDPR. Una questione che in Rai è stata particolarmente macchinosa per l’assenza di un direttore marketing e che non a caso, con la nomina dal 27 marzo di Roberto Nepote, è stata risolta in un paio di settimane.

I grandi broadcaster, per la verità, già conoscono l’ascolto dei propri device, sono già in grado con grande precisione di sapere chi sta guardando i loro programmi in streaming, hanno già una precisa pianificazione relativa alle piattaforme internet (RaiPlay, SkyGo e MediasetPlay) e alla fruizione on-line dei programmi tv. E i loro dati sono più precisi di quelli di Auditel che è pur sempre un campione. Ora saranno proprio loro a fornire ad Auditel, con la quale hanno condivo la metodologia per rielaborarli, i numeri dei device per consentire la certificazione, integrata con la total audience, del dato complessivo. Il vero cambiamento, insomma, è che adesso ogni broadcaster mostra i propri dati agli inserzionisti. Presto sarà Auditel a presentare dati certificati e integrati.

Ma le tv non avranno nulla da temere per la torta pubblicitaria di oltre cinque miliardi l’anno. Anzi, la torta dell’audience televisiva aumenterà. La tv ci guadagna e raggiunge target più giovani, più appetibili per gli inserzionisti. Aumenta l’audience e migliorano i target. E con la “total audience” potranno anche impicciarsi un pochino degli affari degli altri.

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