Che cos’è Gedi

- Roma
Foto di Steve Buissinne da Pixabay.

Il Gruppo editoriale nato nel 2016 a cui fanno capo giornali nazionali, locali, radio e pubblicazioni digitali.

Il Gruppo Gedi, nasce nel luglio del 2016, dalla fusione del Gruppo Espresso (editore, tra l’altro, de la Repubblica) e ITEDI, editrice de La Stampa e de Il Secolo XIX. È così venuto alla luce uno dei principali gruppi europei nel settore dell’informazione quotidiana e digitale con 2.359 dipendenti. Il Gruppo Gedi edita tre quotidiani nazionali: la Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX. Inoltre ha in pancia 13 testate locali: Il Tirreno, Messaggero Veneto, Il Piccolo, Gazzetta di Mantova, il Mattino di Padova, la Provincia Pavese, la Tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, la Nuova Ferrara, Corriere delle Alpi e la Sentinella del Canavese. Fanno parte del Gruppo anche il settimanale l’Espresso (e altri periodici) e tre emittenti radiofoniche nazionali (Radio Deejay, Radio Capital e m2o), vero fiore all’occhiello del bilancio del Gruppo. Naturalmente i quotidiani hanno anche delle versioni digitali, e fanno capo a Gedi anche Huffingtonpost.it e Business insider. Il presidente è Marco De Benedetti mentre l’ad è Laura Cioli. L’azionista di maggioranza a dicembre 2019 è diventato Exor (la famiglia Agnelli) che ha aggiunto al 5,992 già posseduto anche il 43,78% in pancia a Cir (Famiglia De Benedetti), mentre il 40,131% è quotato alla Borsa di Milano. Gli altri azionisti sono Caracciolo Di Melito Falck Giacaranda Maria (5,078%) e Carlo Perrone (5,019%).

Exor ha acquistato dai fratelli Edoardo, Marco e Rodolfo De Benedetti ad un prezzo di 0,46 euro per azione, per un controvalore di 102,4 milioni. All’inizio del 2020 Exor, attraverso una spa di nuova costituzione che sarà partecipata al 5% dalla stessa Cir (che sarà rappresentata in cda), lancerà un’Opa allo stesso prezzo sulle azioni ancora non detenute. Ma prima dovrà attendere il via libera delle Autorità competenti.

“Passiamo il timone a un azionista di primissimo livello, che da più di due anni partecipa alla vita di Gedi, conosce l’editoria e le sue sfide, e in essa ha già investito in anni recenti e che, anche grazie alla sua proiezione internazionale, saprà sostenere il gruppo nel processo di trasformazione digitale”, ha dichiarato il presidente Cir Rodolfo De Benedetti.

Di “progetto imprenditoriale rigoroso per accompagnare Gedi ad affrontare le sfide del futuro”, ha parlato invece John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor. Assicureremo “la stabilità necessaria – ha chiarito – per accelerare le trasformazioni sul piano tecnologico e organizzativo”.

Ad ottobre 2019 Carlo De Benedetti, dopo un tentativo fallito di riacquistare il 29,9% delle azioni Gedi da Cir a 0,25 euro ad azione (circa 37 milioni di euro), ha rinunciato alla carica di presidente onorario di Gedi Spa: “Confermando le mie divergenze sulla conduzione e le prospettive dell’azienda – ha dichiarato – per coerenza rinuncio alla carica di presidente onorario”. Un addio in polemica con i tre figli (Marco, Rodolfo e Edoardo) in difetto, a suo dire, di “competenza e passione”. Un addio ratificato anche dal consiglio di amministrazione di Gedi, che nello stesso comunicato si rivolge proprio a De Benedetti: “Prendiamo atto della sua decisione di rinunciare alla carica. Esprimiamo il nostro ringraziamento per il contributo determinante da lei fornito alla società negli ultimi quarant’anni”.

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