Chi è Andrea Fabiano

- Roma

Dopo vent’anni in Rai, dal 16 settembre 2019 è il nuovo amministratore delegato di TimVision alla corte di Luigi Gubitosi.

Dal 16 settembre 2019 Andrea Fabiano, nato a Bari il 17 maggio del 1976, è il nuovo responsabile Multimedia di Tim e indosserà anche i galloni di amministratore delegato di TimVision, la società per i contenuti audiovisivi. Laureato in Economia e commercio all’Università degli studi di Bari, Fabiano è un esperto di marketing e prodotto televisivo e ha lavorato in Rai per vent’anni. Ha varcato i cancelli di Viale Mazzini nel 1999 (direzione marketing) dove è arrivato al grado di vicedirettore nel 2013. A febbraio 2015 viene nominato vicedirettore Palinsesto e Marketing di Rai1, per poi diventare nel febbraio 2016 il più giovane direttore della storia di Rai1 e nell’ottobre 2017 il più giovane direttore della storia di Rai2. Due esperienze brevi (a ottobre 2018 ha passato il testimone a Carlo Freccero) ma intense, prima di un periodo da dirigente “appeso” al settimo piano. A maggio 2019 gli viene affidata la responsabilità editoriale di “Viva Rai Play!”, il progetto che vede il ritorno di Fiorello (spalmato su tv, streaming e radio) sul servizio pubblico dal 4 novembre 2019. Quindi si era immaginato che potesse ricoprire una delle nuove direzioni di genere disegnate dall’ad Rai, Fabrizio Salini. Ma la chiamata dell’ad Tim, Luigi Gubitosi (anche lui con un trascorso in Rai come direttore generale), lo ha convinto a cambiare aria. La “sua” TlMvision avrà sempre meno produzioni originali e sarà sempre più un aggregatore di programmi in partnership con i grandi broadcaster. A partire da Sky.

Il saluto di Fabiano alla Rai su Twitter: “Grazie Rai perché in questi meravigliosi 20 anni mi hai dato fiducia, fatto vivere esperienze incredibili e dato l’opportunità di conoscere e lavorare fianco a fianco con migliaia e migliaia di colleghi, artisti, giornalisti e partner talentuosi e appassionati. Grazie Rai perché mi hai fatto sentire una parte importante della tua storia, mi hai fatto vivere la responsabilità di essere e fare Servizio Pubblico che ha il dovere e, molto più spesso di quello che appare, la capacità di fare grandi cosi e avere un impatto positivo sul paese”.

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