Cinema, esercenti e autori uniti contro le uscite simultanee dei film su Netflix

- Roma

Articolo di Ornella Petrucci - Dopo le sigle Anec e Anem, contestano la decisione della Mostra di Venezia anche Fice, Anac e Acec: “Inopportuno presentare in concorso opere che forse non usciranno mai in sala”.

“La decisione presa dalla Mostra del Cinema di Venezia di presentare in concorso ben tre film che rischiano di non uscire in sala è controversa e inopportuna”. Lo dichiarano in una nota congiunta le Presidenze della Fice (Federazione Italiana Cinema d’Essai), dell’Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), e dell’Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), contestando la presenza di tre opere Netflix – “22 July” di Paul Greengrass, “Roma” di Alfonso Cuarón e “The Ballad of Buster Scruggs” di Joel a Ethan Coen – in competizione per il Leone d’oro. “Pur rispettando la decisione presa – affermano le tre associazioni – invitiamo il direttore Barbera ad una riflessione comune con gli esercenti e gli autori affinché tale decisione sia riconsiderata a partire dal prossimo anno. Riteniamo infatti che un’Istituzione nazionale di eccellenza come la Biennale Cinema, anche in considerazione del sostegno pubblico ex ART. 27 della legge n. 220 del 14 nov 2016, debba tenere conto dell’intera filiera del settore e in particolare non trascuri quanto l’esercizio italiano ha svolto e continua a svolgere per promuovere e valorizzare nelle sale proprio quel cinema di qualità che è l’essenza stessa della Mostra di Venezia”.

Fice, Anac e Acec si uniscono così all’appello lanciato dagli esercenti Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e Anem (Associazione Nazionale Esercenti Multiplex), nei giorni scorsi a ridosso delle dichiarazioni del direttore Alberto Barbera in conferenza stampa: “Le modalità di distribuzione condivise finora tra le categorie hanno permesso lo sviluppo complessivo dell’intera filiera; al contrario, novità introdotte unilateralmente sembrano orientate a perseguire esclusivamente gli interessi di breve periodo solo di una parte, a danno degli altri attori”, sottolineavano, aggiungendo: “Le Associazioni dell’esercizio cinematografico si opporranno con ogni mezzo se le convergenze sulle finestre di sfruttamento verranno disattese senza l’avallo dei cinema italiani”.

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