Claudia Mori: su Celentano offese e bugie. E annuncia querele

- Roma

Intanto Sangiuliano racconta della sua amicizia con Conte, delle banconote sventolate in faccia a Mario Orfeo quando Trump è stato eletto (gli daranno il Nobel per la pace) e del box di Putin.

Ci sono due interviste sui quotidiani di stamane assolutamente da non perdere. Claudia Mori su la Repubblica trasuda amore per il suo Adriano Celentano ammalato di bronchite, difende il progetto “Adrian”, annuncia querele per il battage mediatico sensazionalistico, smentisce i 20 milioni spesi per il progetto, sprizza rancore verso chi, come la Hunziker, ha offeso e detto bugie e “cade dalle nubi” sulle dichiarazioni di Milo Manara. Davvero godibile, poi, su Il Foglio, il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano che dal suo appartamento di Roma nel quartiere Nomentano racconta dell’amicizia con il premier Conte e del box di Putin.

Intervistata da Dario Cresto-Dina, la Mori non ha peli sulla lingua. “Il flop di Adrian? ‘Parlare di fallimento quando la serie è appena iniziata mi sembra un po’ imprudente, soprattutto quando si tratta di Adriano perché con lui le sorprese sono inimmaginabili’… …‘Il programma è stato spostato solo perché Adriano è stato vittima, come moltissimi italiani, di un pesante malanno di stagione, una fortissima bronchite che sta avendo una lunga guarigione e necessiterà anche di un’adeguata convalescenza’… …‘Con Mediaset abbiamo deciso di evitare il rischio di ricadute di Adriano, oltre che di riprendere la messa in onda in un periodo di fine stagione televisiva, notoriamente non favorevole’. Come fate a negare che sia un flop un progetto costato 20 milioni di euro e con gli ascolti fermi ad appena l’8 per cento? ‘Noi non abbiamo mai parlato fino ad ora. E mi domando da dove nasca il riferimento a questa cifra. Mi sembra che siano tutti solo molto prevenuti su questo progetto, come dimostrato anche da un battage mediatico sensazionalistico, che dà credito a tante voci infondate senza verificarle’. Teo Teocoli e Michelle Hunziker vi hanno abbandonati. Senza concedervi l’onore delle armi. ‘Ognuno è libero di agire come vuole, anche male, ma sarebbe auspicabile senza scadere in offese e bugie’. Eppure la stessa cosa ha fatto Milo Manara, togliendo la sua firma al cartoon. ‘Siamo rimasti stupefatti da quanto abbiamo letto, dalle sue dichiarazioni in netto contrasto con la verità e con i suoi comportamenti, fino a quel giorno entusiasti. Non c’è mai stato nulla che Adriano o la produzione abbiano fatto senza le sue preventive approvazioni e condivisioni, anche scritte’… …’Nel leggere le sue dichiarazioni subito dopo la messa in onda, come ha detto Checco Zalone ‘siamo caduti dalle nubi’”.

Il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano.

Salvatore Merlo, poi, passa una mattinata a casa di Sangiuliano. Ne esce il ritratto su Il Foglio di un uomo simpatico, colto, convinto delle proprie idee e pronto a sostenerle a suon di citazioni. E si scopre che frequenta la stessa libreria di Matteo Salvini, che non gli piacciono i “ tecnocrati” alla Mario Monti e che ricorda con nostalgia Craxi, Berlinguer, Fanfani, Almirante “erano tutti classe dirigente senza essere tecnocrati”. Poi ha una passione per il presidente Usa al quale daranno il “Nobel per la pace”. “La mattina della vittoria di Trump alle elezioni americane, entrai in riunione di redazione, guardai Mario Orfeo e tutti gli altri, sventolando una banconota da 50 euro: ‘Dove si compra il biglietto per vedere le vostre facce?’. Per Sangiuliano, poi, “Giancarlo Giorgetti è il nuovo Tatarella. È colto, mite, preparato”. Di Maio lo conosci? “Sì lo conosco. Ma quello che conosco meglio è Giuseppe Conte. Siamo amici. Questo non lo sa nessuno”. E com’è che siete amici? “È stato mio professore… …Adesso talvolta parliamo di geopolitica al telefono”…. “E’ un uomo con i piedi per terra. Credo gli manchi l’insegnamento”. “Sulla strada – si chiude la chiacchierata – Sangiuliano indica un box auto nel cortile del suo palazzo. ‘Quello è il garage di Putin’, dice ridendo. Come il lettone a casa di Berlusconi? ‘L’ho comprato con i soldi del libro, che ha venduto centomila copie’”. Chissà cosa comprerà Sangiuliano con le vendite della biografia di Xi Jinping.