Col coronavirus il governo paga i “debiti” alla Rai

- Roma
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Sbloccati i 40 milioni previsti dalla legge di Bilancio 2019. E Patuanelli rinuncia al protocollo d’intesa.

In tempi di coronavirus, di blocco del pagamento delle bollette elettriche (e quindi anche del canone Rai), di crollo della raccolta pubblicitaria e di chiusura del bilancio 2019, il settimo piano di Viale Mazzini può tirare un piccolo sospiro di sollievo. Il governo ha finalmente deciso di sbloccare – è atteso il decreto in queste ore – i 40 milioni di euro destinati alla Rai previsti dalla legge di Bilancio 2019 “per l’adempimento degli obblighi del contratto di servizio ivi inclusi quelli per lo sviluppo per la programmazione digitale”. E altri 40 milioni, ma per quelli bisognerà aspettare, arriveranno nel 2020. Attenzione, però. Non è uno stanziamento straordinario per l’emergenza in corso. Si tratta solo di una modifica delle modalità tecniche di applicazione di una norma della finanziaria del 2019. O meglio, di una modifica delle modalità di erogazione di fondi già stanziati.

MONETA SENZA CAMMELLO – Inizialmente il Mise aveva deciso di “subordinare” questi due “assegni” da 40 milioni alla stipula di un “protocollo d’intesa” sottoposto al cda Rai (che aveva storto il naso) del 19 dicembre 2019. Un “protocollo d’intesa” in cui – a quanto apprende Lo Specialista – il ministro Stefano Patuanelli chiedeva conto del canale in inglese, del canale istituzionale, del piano di digitalizzazione delle teche, dell’accessibilità dell’offerta, di ricerca e sperimentazione, di radio digitale, di format originali e di Dab+. Tutte cose, come detto, già previste dal contratto di servizio 2018-22. Ma che la Rai avrebbe dovuto dimostrare di aver fatto sul serio. Vedere cammello e dopo pagare moneta. Ora – in tempi di emergenza sanitaria – il Mef (azionista Rai) avrebbe convinto il Mise (che firma il contratto di servizio) a pagare moneta e basta. Anche perché il nuovo piano industriale dell’Azienda e lo stesso contratto di servizio subiranno dei rallentamenti, se non dei cambiamenti…

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