Compensi degli artisti Rai nel mirino della Vigilanza

- Roma

La lente di San Macuto anche sui potenziali conflitti d’interesse. Forza Italia presenta una risoluzione. Eccola...

La Rai alzi il sipario sui compensi di natura artistica nonché sulle situazioni di conflitto di interessi ad essi relative. A chiederlo, con un’apposita risoluzione che sarà discussa oggi (ore 14) in commissione di Vigilanza, è il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè. Attualmente l’Azienda già pubblica sul proprio sito i curricula e i compensi lordi pari o superiori a 200.000 euro percepiti da amministratori e dirigenti (anche non dipendenti della Rai). Ma gli “azzurri” chiedono di seguire l’esempio inglese. In Gran Bretagna, infatti, la nuova Royal Charter, entrata in vigore i primo gennaio 2017, prevede l’obbligo da parte della BBC di rendere pubblico nel suo rapporto annuale i nomi di tutti i dipendenti – anche conduttori televisivi – che percepiscono un compenso superiore a 150.000 sterline (170.000 euro).

TOTAL DISCLOSURE – La risoluzione, qualora fosse approvata, impegna il cda Rai – a quanto apprende Lo Specialista – “a provvedere tempestivamente alla pubblicazione, sul sito internet della medesima società, dei curricula e dei compensi lordi, comunque denominati, percepiti dai soggetti titolari di contratti di natura artistica, nonché delle dichiarazioni sotto la esclusiva responsabilità di questi ultimi in relazione a partecipazioni o titolarità di qualsiasi diritto in attività imprenditoriali, esercitate direttamente o indirettamente, di produzione televisiva”. Total disclosure, insomma, senza se e senza ma. E basta col gossip sui giornali e con i pruriti social. I cittadini che pagano il canone devono sapere come spendono il proprio denaro. Ma come la mettiamo con le regole di mercato e con i vantaggi che ne trarrebbe la concorrenza a partire da Mediaset? E poi, quanta parte di quei cachet è pagata dagli spot e quanta dal canone?

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