Con Molinari a la Repubblica comincia la Fase 2

- Roma
Il direttore de la Repubblica, Maurizio Molinari. Foto da pagina Facebook.

Il quotidiano è destinato a cambiare pelle. Intanto arrivano l’“avvertimento” di Scalfari e la “minaccia” di De Benedetti.

In tempi di coronavirus, anche la Repubblica si prepara alla Fase 2. Quella della “quarantena” per Carlo Verdelli, del “distanziamento” dalla sinistra voluto dai nuovi editori di riferimento (gli Agnelli-Elkann) e del “vaccino” per la crisi di lettori: la “scommessa” è trovare sempre nuovo pubblico con un’informazione di qualità e multipiattaforma “nel costante richiamo ai valori della Costituzione repubblicana”. Una Fase 2 affidata al “virologo” Maurizio Molinari che forse si aspettava un’accoglienza diversa. La redazione ha subito dichiarato una giornata di sciopero denunciando una “tempistica imbarazzante” per la sostituzione del direttore. “Proprio nel giorno – si legge nella nota del cdr – indicato come data della morte del direttore Verdelli dagli anonimi che ormai da mesi lo minacciano, tanto da spingere il Viminale ad assegnarli una scorta”.

Non certo un’accoglienza calorosa anche da parte del fondatore Eugenio Scalfari. Ha prima tuonato sulle colonne de Il Fatto Quotidiano: “Verdelli non meritava questo trattamento, è vergognoso”. E ancora: “Voglio porre alcune condizioni ambientali per il futuro, non per me, ma per il nostro giornale”. Un “avvertimento” che Scalfari ha chiarito meglio nell’editoriale della domenica proprio su la Repubblica: “Il giornale che ho fondato è un fiore che non appassisce… …Repubblica è nata nel 1976, siamo nel 2020 ma il nostro spirito, la nostra anima giornalistica non può cambiare: liberal-socialista… …Repubblica è un fiore all’occhiello sempre fresco dopo quarantaquattro anni. Prima dei cento non si può appassire…” Ma soprattutto, l’avvertimento di Scafari a Molinari, “vedremo il seguito”.

E una piccola “minaccia”, nello stesso giorno, è arrivata anche da Carlo De Benedetti, altra vecchia conoscenza de la Repubblica, dalle colonne de Il Foglio. “Spostano il giornale a destra. Ne va fatto uno nuovo con le firme storiche di Repubblica”, ha spiegato l’Ingegnere. “Ci sto pensando seriamente. E ricevo messaggi incoraggianti”… …“Se lo faccio, lo faccio da solo”… E ancora: “Penso che John Elkann voglia modificare la natura di Repubblica. La portano più a destra. Voglio fondare un quotidiano della sinistra italiana agile, corsaro, popolare e partigiano”. Molinari? “È un conservatore alla anglosassone. Mi dice lei cosa c’entra con Repubblica?”

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