Con Victoria Marinova sono 4 i giornalisti uccisi in Europa in meno di due anni

- Roma

La morte della giornalista bulgara a quasi un anno dall’omicidio di Daphne Caruana Galizia.

Reporter senza Frontiere colloca la Bulgaria al 111esimo posto per la libertà di stampa e al 65esimo posto Malta. Questi numeri significano qualcosa? In queste ore indigna la notizia della morte della giornalista bulgara Victoria Marinova, 30 anni, direttrice amministrativa e conduttrice della televisione Tvn. È stata stuprata e uccisa. Stava indagando su uno scandalo legato all’affidamento di fondi europei. È stata chiusa la sua bocca, ma non l’eco delle sue indagini giornalistiche.

Victoria Marinova è morta a quasi un anno dall’omicidio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa dall’esplosione di un’autobomba il 16 ottobre 2017, mentre continuava ad indagare sui legami opachi tra la Politica e la Finanza che hanno fatto di Malta lo snodo cruciale del riciclaggio nel cuore dell’Unione Europea. “Il pensiero va a tutte le reporter uccise, dieci nel 2017, il doppio rispetto all’anno precedente, che hanno pagato con la vita il coraggio di raccontare: molte erano giornaliste investigative esperte, che nonostante le minacce avevano continuato a indagare e a denunciare la corruzione che coinvolgeva politici e gruppi criminali”, scrivono in una nota le giornaliste della Commissione Pari Opportunità di Fnsi e dell’Usigrai e di GiUliA. “La tragica conta prosegue nel 2018 e ad essa si aggiunge il crescente numero di colleghe aggredite, minacciate fisicamente o con querele temerarie, costrette a vivere sotto scorta. E ancora un dato drammatico: con quello di Victoria Marinova sono 4 i giornalisti, uomini e donne, uccisi in Europa dal 2017”.

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