Concorso giornalisti Rai: porte girevoli alla Tgr

- Roma

A metà giugno 2020, 90 nuovi redattori arrivano in 14 Regioni. Ma altri partono per Roma...

Nella Testata giornalistica regionale della Rai scaldano i motori. Per la metà di giugno 2020, infatti, avranno in organico 90 giornalisti nuovi di zecca appena sfornati dal “concorsone”. Andranno a dare man forte ai 750 giornalisti attualmente alle dipendenze del direttore Alessandro Casarin. Ma a cosa serviranno? Alcuni a coprire dei vuoti d’organico; altri a sanare pensionamenti e prepensionamenti; e una ventina – infine – serviranno a consentire lo spostamento dei giornalisti attualmente in forza alla Tgr in altre testate nazionali. A quanto apprende Lo Specialista, infatti, i direttori hanno già cominciato la campagna acquisti dei giornalisti della Tgr: il Tg1 ne avrebbe già prenotati cinque; quattro il Tg2. E poi si sono il Tg3, Rai Parlamento, Rainews24 e Giornale Radio. L’unica Testata che non ha ancora fatto richieste sembra sia RaiSport, per ora. Per Casarin, insomma, ne arrivano 90 ma qualcuno per età, per bravura (o per raccomandazione), lo perderà.

IL RUOLO DELLA TGR – stando al nuovo piano industriale in cui pesa con un costo di circa 145 milioni l’anno – dovrà essere quello di “sentinella informativa del territorio”. Il target individuato è +45 anni, e la mission coinvolgere “il pubblico che ne percepisce la vicinanza e la partecipazione alla propria realtà garantendo un’informazione completa, plurale, obiettiva e imparziale”. Ma presto anche un’informazione web. Sì, perché i 90 nuovi giornalisti serviranno in particolare ad implementare l’offerta web della Tgr. Ad oggi solo undici redazioni su 24 hanno un sito web regionale con pezzi freschi e profili social accattivanti e aggiornati. Insomma, vanno popolate sul lato web ben tredici redazioni. Ed è anche grazie a questa mission, ampliare il progetto web, che l’Usigrai (sindacato dei giornalisti Rai) ha ottenuto dalla direzione risorse umane il “concorsone”.

REPORTER MODERNI E DI STRADA – Ai 90 fortunati vincitori (su 3.722 candidature) il direttore Casarin chiederà di dimostrarsi giornalisti al passo con i tempi e con le nuove tecnologie. E il grido di battaglia sarà “più cronaca di strada e meno polemiche di Palazzo”. Diventeranno redattori ordinari (prima con contratto a tempo determinato e poi, in caso di positivo inserimento in azienda, indeterminato) e saranno sparpagliati – in forza di graduatorie regionali valide per due anni – in 14 regioni italiane e due province: Trento e Bolzano. E lì, ai confini dell’“Impero”, dovranno rimanere “per almeno cinque anni” prima di poter fare richiesta di trasferimento (da vagliare in base alle esigenze aziendali) in altra redazione regionale o testata giornalistica. Anche loro, insomma, se ambiscono ai tg nazionali e vorranno lavorare nella Capitale, dovranno sperare in un altro “concorsone”…

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