Concorso Rai, avv. Iacovino: “Il bando per i giornalisti è illegittimo, non molliamo”

- Roma
L'avvocato Vincenzo Iacovino.

Il legale del “Comitato per l’Informazione pubblica” a Lo Specialista: “Il giudice ha bocciato l’obbligo di transazioni imposto a quei vincitori che hanno una vertenza con l’Azienda. Un precedente valido anche per i precari”.

Una vittoria su tutta la linea. Il Tribunale del lavoro di Roma ha infatti respinto entrambi i ricorsi cautelari presentati dal “Comitato per l’Informazione pubblica” contro il concorso Rai che vedrà impegnati 3.722 candidati per la selezione di 90 giornalisti professionisti da assegnare alla Testata giornalistica regionale. Il settimo piano festeggia: il nuovo concorso “può adesso procedere a passo spedito”. E lo stesso fa l’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai: “Ora basta tentennamenti”. Ma l’avvocato Vincenzo Iacovino, che rappresenta il “Comitato per l’Informazione pubblica”, preannuncia di aver ricevuto mandato per reclamare il provvedimento invitando la Rai alla massima cautela visto che la procedura pare costi 2 milioni di euro. Ecco perché…

UNA STRANA SCONFITTA – Due ricorsi su due respinti, avvocato è stata una Caporetto? “Ma quale Caporetto – ha replicato Iacovino a Lo Specialista -. In Rai hanno poco da festeggiare, anzi mi preoccuperei al posto loro”. A cosa si riferisce? “Evidentemente non hanno letto bene i provvedimenti in cui si evidenzia che il bando presenta vizi rilevanti e inficianti”. Spieghi meglio. “Il giudice ha scritto che il bando deve ritenersi ‘illegittimo nella parte in cui l’assunzione, all’esito del superamento della procedura selettiva, è condizionata alla rinuncia ad eventuali contenziosi pendenti con l’Azienda ovvero alla definizione di eventuali rapporti di lavoro a qualsiasi titolo instaurati con la medesima, mediante transazione in sede sindacale con espressa rinuncia da parte dell’interessato ad ogni pretesa nei confronti della Rai ex art. 2113 cc. Tale condizione configura, invero, la violazione del diritto ad agire in giudizio per la tutela dei propri diritti garantito dall’art 24 della Costituzione e pertanto determina la nullità dell’avvio di selezione nella parte relativa’”. Quindi il Tribunale ha dato il via libera a un concorso che ritiene in questo aspetto illegittimo? “Esatto, contraddittoriamente il giudice ha deciso di non sospenderlo perché sarebbe un vizio casomai da far valere all’esito della selezione”. Che farete ora? “Sicuramente proporremo – ha aggiunto Iacovino – reclamo contro una decisione che seppur rispettabile non è lineare nell’interpretazione letterale del disposto normativo al comma 1096 dell’art. 1 della legge 255/2017”. Perché è così grave questo aspetto delle transazioni tombali? “Molti giornalisti hanno deciso di non partecipare a questo concorso per non rinunciare alle cause in piedi contro la Rai. Questo bando andrebbe quantomeno riscritto per aprirlo a tutti gli aventi diritto senza alcuna limitazione o imposizione. Senza contare – ha concluso l’avvocato – il fatto che in virtù di questa clausola nulla, i candidati con vertenze potranno avere una valutazione pur sempre dubbiosa proprio per il fatto di essere in causa con la Rai. Il diniego di precedenza nell’assunzione e il bando sono illegittimi, non molliamo…”

I PRECARI – O magari alla Rai basterà sperare che i vincitori non abbiano contenziosi… Difficile però che lo stesso avvenga nella selezione interna aperta ai precari storici e che consegnerà il “giusto contratto” a 250 giornalisti. E anche in quel bando si legge “le parti convengono che la formalizzazione dell’impegno contrattuale, tanto a tempo indeterminato che a termine, avverrà mediante sottoscrizione in sede sindacale di un verbale di conciliazione nel quale gli interessati dichiarino di non aver null’altro a pretendere in relazione all’attività pregressa. Per coloro che hanno un contenzioso pendente con l’Azienda, la relativa rinuncia in sede sindacale sarà condizione obbligatoria per l’assunzione”. Il lupo perde il pelo ma non il vizio…

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