Gustav Hofer e Luca Ragazzi mettono alla prova la parità di genere nella nostra società con rigore e leggerezza in un documentario assolutamente da non perdere.

Geniali Gustav Hofer e Luca Ragazzi, coppia nella vita e nel lavoro da 20 anni. Dopo aver diretto insieme “Improvvisamente l’inverno scorso” (2008), “Italy: Love It or Leave It” (2011) e “What Is Left?” (2013), con Simona Seveso scrivono “Dicktatorship. Fallo e Basta!” (di cui sono anche registi, una produzione DocLab in collaborazione con Zdf / Arte), un viaggio alla scoperta delle storie di ordinario sessismo nell’Italia di oggi, tra integralisti cattolici, improbabili raduni per “uomini veri”, esperimenti scientifici rivelatori… Davanti ad una macchinetta del caffè di un giorno qualunque Gustav scopre sessista Luca. Come mai? Quale l’origine di un tale atteggiamento che Luca non si riconosce affatto? “Rispetto ai nostri film precedenti, i temi affrontati in ‘Dicktatorship’ possono sembrare meno immediatamente autobiografici. Non è così – dichiarano Hofer e Ragazzi -, ci sentiamo direttamente chiamati in causa, in primo luogo come cittadini e poi come coppia gay, dal momento che, com’è ampiamente dimostrato dai fatti prima ancora che dalle statistiche, misoginia e omofobia sono facce di una stessa medaglia. Ma attenzione, questo non vuole essere un film contro il maschio: piuttosto il tentativo di capire cosa sta succedendo nella nostra società, ancora prepotentemente dominata da uomini bianchi e, almeno ufficialmente, eterosessuali. La storia è stata scritta da loro e per loro, ma è giunto il momento di far levare altre voci”.

Angela Merkel è una donna con le “palle”? È un interrogativo che si fa spia culturale di un modo di pensare radicato. E in questo contesto la natura, il testosterone in particolare, quanto peso ha nelle qualità proprie attribuite ad uomini e donne? Gustav Hofer e Luca Ragazzi cercano la risposta sotto le più diverse inquadrature come attraverso un caleidoscopio, guardando a personaggi del passato – come Elena Lucrezia Corner, prima donna a laurearsi, e Alfredo Oriani, scrittore misogino rivalutato da Benito Mussolini – e intervistando persone impegnate in vari campi – come Giorgio Vallortigara (professore di Neuroscienze), Sveva Magaraggia (sociologa), Rocco Siffredi (icona del cinema hard), Michela Murgia (scrittrice), Laura Boldrini (presidente della Camera nella scorsa legislatura), Stefano Ciccone (dirigente universitario), Michael Kimmel (sociologo), Nicoletta Malesa (psicologa) -. “Dicktatorship” è un documentario che in maniera leggera affronta una tematica chiave della società di oggi, tra l’altro piegata dalla violenza di genere.

Forse che alle femministe degli anni Settanta corrisponde una donna che si è emancipata, è andata avanti, ma l’uomo non è cambiato con lei ed è rimasto invischiato in logiche sessiste? Forse che questo documentario dovrebbe essere visto nelle scuole perché in maniera divertente ma rigorosa mette in evidenza le contraddizioni di una società, quella italiana, che parla di pari opportunità ma che non è ancora passata dalle parole ai fatti? La discussione resta aperta. Intanto, “Dicktatorship” offre tutti gli spunti possibili per una sana riflessione, e pone italiani ed italiane allo specchio di convinzioni ed ipocrisie.