Diritti tv: Cairo ci prova, il prezzo del Giro d’Italia passa da 12 a 18 mln

- Roma

Per il patron di Rcs la corsa rosa “ormai vale quella cifra”. Ma la Rai non ha la concorrenza di Sky e Mediaset.

Il nuovo direttore di Rai Sport, Auro Bulbarelli, è sulle spine. È un grande appassionato di ciclismo (oltre che di biliardo) e in queste settimane il vertice di Viale Mazzini dovrà decidere se acquistare o meno i diritti tv del Giro d’Italia. Una vicenda sulla quale ha acceso i riflettori in questi giorni Claudio Plazzotta su Italia Oggi. “Il contratto tra Rai ed Rcs sport – ha scritto ieri – per i diritti tv in chiaro del Giro d’Italia di ciclismo (e di altre gare importanti come la Milano-Sanremo o il Giro di Lombardia) è scaduto nel 2018: costava 12 milioni di euro all’anno, e per il prossimo rinnovo Urbano Cairo chiede almeno 18 milioni di euro annui”. “Ho indicato quella cifra – la spiegazione di Urbano Cairo, patron di Rcs che gestisce i diritti della corsa rosa – perché il Giro ormai vale quella cifra. La Rai è interessata e ha comunque un diritto di prelazione. Ma potrebbero esserci anche altri gruppi televisivi propensi a trasmettere la manifestazione in parte in pay, in parte in chiaro”.

In realtà non è proprio così. Ed è lo stesso Plazzotta a spiegarci il perché: “Rai sta valutando l’investimento e se ci sono i presupposti per un incremento del 50% dei costi anno su anno. Ma, a dire il vero, non c’è grande concorrenza in Italia: Mediaset difficilmente investirebbe una cifra del genere per una manifestazione di tre settimane in maggio e in orari pomeridiani poco strategici (ricordiamo che il Biscione ha rinunciato a investire poco più di 30 milioni di euro all’anno per un evento molto più importante come la Coppa Italia di calcio, rimasta in Rai con audience notevoli in prima serata e spalmate su molti mesi). Discovery Italia ha già i diritti del Giro d’Italia attraverso Eurosport, e non ha interesse a fare investimenti di quella entità per trasmettere il ciclismo in chiaro su Nove o Dmax. E Sky, proprio grazie alla intesa con Eurosport, assicura già ai suoi abbonati il Giro d’Italia (come il grande golf, il grande tennis, il grande ciclismo, il basket, gli sport invernali, il nuoto, l’atletica leggera, lo snooker, ecc), e quindi si toglie dalla contesa, avendo pure meno interessi nel ciclismo poiché da fine 2019 non sponsorizzerà più alcun team”. Insomma, Bulbarelli (e tutti gli appassionati di ciclismo) dovranno stare sulle spine un bel po’.

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