Dopo Santoro ecco Minoli: “Mi candido al cda Rai, vale la meritocrazia”

- Roma

L’anchorman al Corriere della Sera: “Il servizio pubblico finora è stato in mano a persone che sembravano passare lì per caso”

Giovanni Minoli – chiede Alessandra Arachi – è vero che si è candidato per il Cda della Rai? “Ho inviato il mio curriculum, sì. Hanno detto che deve valere la meritocrazia. Qualche titolo credo di averlo”. Qualche titolo? “Vabbè, diciamo che in televisione ho fatto praticamente tutto”. Programmi come “Mixer” oppure come “La Storia siamo noi” rimangono nella storia della televisione, in effetti… “E perché la fiction Un posto al sole no?”. Cosa ha fatto lei in questa fiction di Rai3? “L’ho fatta tutta io, semplicemente. E adesso è arrivata alla sua puntata numero 5 mila. Con un successo che ad alcuni sembrava impensabile”. Perché impensabile? «Un posto al sole è diventata la più grande industria di Napoli, che dispensa 1.800 posti di lavoro. In venticinque anni ha mantenuto uno share dell’8-io per cento nel prime time. E stata un’intuizione felice, questa fiction. All’inizio, però, tutti mi davano addosso per fortuna e a darmi soddisfazione ci ha pensato Umberto Agnelli”.

Se dovesse diventare membro del Cda della Rai -scrive ancora il Corriere della Sera – qual è la prima cosa che vorrebbe fare? “La Raivoluzione”. Ovvero? “Per capire dobbiamo guardare quello che succede nella nostra televisione di Stato”. Da quale punto di vista lo dobbiamo guardare? “Dalla produzione. Il 70-75 per cento del prime time è prodotto in outsorcing. Bene, e questo quando la Rai ha 15 mila dipendenti e circa 1.7oo giornalisti”. Quindi? Cosa pensa? Che bisogna produrre tutti i prodotti interni alla Rai? “No, non dico questo. Dico piuttosto che bisogna ripensarlo il servizio pubblico. Ristabilire le proporzioni”. Cosa intende? “Se produci i tre quarti dei programmi fuori dalla Rai devi avere mille, non 15 mila dipendenti”… …Ci pensava da tempo di entrare a far parte del Cda Rai? “Veramente un giorno ho letto che Santoro ha annunciato di volersi candidare, io ho pensato fosse il caso di farlo, direttamente”. Il Cda della Rai scade tra poco… “E speriamo che valga la meritocrazia. Per dirigere la televisione pubblica devi saperne qualcosa. Fino ad oggi la Rai è stata in mano di persone che sembravano passare di lì per caso”.