Ecco la nuova policy Rai sull’utilizzo dei social network

- Roma
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Il testo è pronto e va in cda il 14 gennaio. E’ stato limitato su indicazione dei consiglieri d’amministrazione.

La nuova policy sull’utilizzo dei social network da parte dei dipendenti e collaboratori Rai è pronta. Un addendum al codice etico dal titolo “Diligenza, correttezza, buona fede e lealtà nell’utilizzo dei presidi digitali” ovvero siti internet, blog, forum, social network. Dell’argomento il board si è già occupato nelle sedute del 10 e del 19 dicembre. E il timbro finale – nonostante la commissione di Vigilanza sulla Rai avesse chiesto l’approvazione entro il 9 dicembre – arriverà questa settimana. A quanto apprende Lo Specialista, infatti, il testo sarà all’ordine del giorno del cda del 14 gennaio 2020. La versione finale (parecchio ammorbidita in cui non si parla più delle “chat di gruppo” e i “devono” diventano “occorre tener conto”) è stata limata secondo le indicazioni dei consiglieri d’amministrazione, primo fra tutti Riccardo Laganà. A proposito di consiglieri, sembra che loro non dovranno sottostare alla nuova policy sull’utilizzo dei social. Sarà il collegio sindacale eventualmente ad intervenire qualora dovessero “esagerare” con le tastiere…

ECCO IL TESTO che dopo l’approvazione del cda sarà inserito all’interno del codice etico con il titolo “Diligenza, correttezza, buona fede e lealtà nell’utilizzo dei presidi digitali” ovvero siti internet, blog, forum, social network.

Come broadcast pubblico la Rai deve essere presente nei presidi digitali al fine di svolgere appieno il proprio ruolo nell’ambito della missione di servizio pubblico.

In virtù di questo carattere pubblico, sebbene gli spazi web o social network possono essere ritenuti attinenti alla sfera personale e in sé distinti dal ruolo ricoperto in azienda, è inevitabile che le attività svolte a titolo personale da dipendenti o collaboratori del servizio pubblico possano generare delle conseguenze negative sull’immagine della Rai e delle società del Gruppo nel loro complesso. Per questo è necessario essere estremamente attenti a qualunque cosa si scriva o si condivida che possa mettere in discussione i valori e gli standard editoriali dell’azienda.

Nell’utilizzo dei presidi digitali, tanto privati che aziendali – fermo il rispetto della libera manifestazione del pensiero garantito dall’articolo 21 della Costituzione – occorre tener conto che:
• lo spazio virtuale web e social è a tutti gli effetti uno spazio pubblico, in quanto visibile ad un insieme potenzialmente illimitato di fruitori;
• qualunque pensiero venga pubblicato, condiviso o linkato può diventare permanente o comunque essere visibile per molto tempo;
• la diffusione del pensiero in questo ambito è assimilabile ad una dichiarazione resa con gli altri mezzi di comunicazione di massa; pertanto trovano compiuta applicazione i principi elaborati dalla giurisprudenza anche in tema di diritto di cronaca, critica e satira, ovvero di estrinsecazione del più generale diritto alla libertà di espressione del proprio pensiero ex art. 21 (Costituzione): in particolare interesse pubblico alla conoscenza della notizia, verità obiettiva della stessa, continenza espositiva ovvero correttezza del linguaggio ecc.
• sono applicabili anche alle condotte poste in essere in questo ambito le vigenti norme dell’ordinamento giuridico che prevedono la responsabilità civile e penale in caso di: violenza, minaccia, pubblicazione di contenuti diffamatori o discriminatori, e ancora hate speech, negazione, minimizzazione, approvazione o giustificazione del genocidio o di altri crimini contro l’umanità. Diffusione di contenuti pedopornografici o falsi, propaganda terroristica, cyberbullismo, lesione dei diritti di terzi, ecc.
Sono comunque vietate le condotte sui presidi digitali che possano ritenersi lesive dell’immagine e degli interessi della Rai.

UTILIZZO DEI PROFILI AZIENDALI –
I profili e le pagine dell’azienda sono solo quelli ufficiali dalla stessa autorizzati e aperti.
È fatto divieto di creare profili, pagine e gruppi che ledano i diritti Rai anche con riferimento ai profili patrimoniali aziendali.
Nel loro utilizzo è necessario:
• astenersi dal divulgare, attraverso la pubblicazione e/o condivisone, notizie atti o documenti aziendali o relative a specifici progetti e ad assetti aziendali, ovvero, più in generale, dati ed informazioni che non siano di pubblico dominio;
• improntare la propria condotta al rispetto dei principi di continenza verbale e sostanziale, astenendosi da comportamenti, ovvero dal ricorso a termini o espressioni offensivi e/o ingiuriosi, o dal diffondere fake news;
• evitare la pubblicazione e/o condivisione di contenuti, anche sotto forma di immagini, foto, video ecc. che violino la privacy e il copyright;
• fatta eccezione per gli eventi pubblici, prestare massima attenzione nel diffondere immagini foto, video, ecc. dei luoghi di lavoro, astenendosi dal farlo con riguardo ai luoghi in cui si svolgano attività produttive coperte da riservatezza o comunque da esigenze di sicurezza;

UTILIZZO DEI PROFILI PRIVATI –
premesso che si è liberi di rendere noto sui profili privati il ruolo ricoperto all’interno dell’azienda, alla luce delle suddette considerazioni, fermo il rispetto della libera manifestazione del pensiero, nell’utilizzo dei profili privati si è tenuti a non compiere “azioni” (quali ad esempio a titolo esemplificativo e non esaustivo pubblicare, condividere, ecc…) che possano ledere la reputazione e i diritti Rai.
È necessario specificare di esprimersi a titolo personale evitando qualunque “azione” sui presidi digitali privati che possa essere attribuita a Rai.
Si invita inoltre al rispetto della correttezza espressiva e a non diffondere fake news.
In relazione al contenuto del presente paragrafo la commissione stabile per il codice etico, di cui al paragrafo 13, è integrata da funzioni tecniche competenti in materia.

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