Sono partiti lunedì in prime time su Rai3 i confronti all’americana tra i rappresentanti di lista. L’esordio con partiti sconosciuti è stato un flop. E Salvini, Di Maio, Berlusconi e Zingaretti probabilmente manderanno i “colonnelli”.

Chi in Italia si aspettava finalmente una campagna elettorale senza “soliloqui” e con veri confronti all’americana tra i leader probabilmente rimarrà deluso anche questa volta. Per la verità la commissione di Vigilanza e la Rai avevano creato le premesse per un terreno di confronto tra i rappresentanti di lista in vista del voto per le Europee: cinque prime serata su Rai3 – da lunedì 20 a venerdì 24 maggio – per i confronti tra 15 leader: Movimento 5 Stelle, Lega, Partito Democratico, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Più Europa, Destre Unite CasaPound, Partito Pirata, Popolo della Famiglia, Federazione dei Verdi, Popolari per l’Italia, Rifondazione Comunista, Partito animalista, Partito Comunista e Forza Nuova.

In uno studio tirato a lucido, Rai Parlamento ha messo in piedi un format interessante: tre rappresentanti delle liste nazionali in piedi di fronte a un giornalista. Un minuto a risposta, scandito da timer ben visibili e bloccato allo scadere dal suono di un gong che chiude il microfono. Il tutto condito da due “bonus”: sono previste due repliche di trenta secondi. Ma il problema non è la Rai e neanche il format, sono i leader. La puntata di lunedì – con ospiti il Partito Pirata, il Partito Animalista ed Europa Verde, come prevedibile – considerando il parterre – è stata un floppetto Auditel: 551.000 spettatori e share del 2,1%.

Ma i confronti più ghiotti – moderati dal direttore di Rai Parlamento Antonio Preziosi – saranno quelli di giovedì e venerdì. Assisteremo potenzialmente prima al confronto tra Emma Bonino, Giorgia Meloni e Nicola Zingaretti. E poi, il giorno dopo, al duello tra Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Ma il rischio che qualcuno decida di mandare i “colonnelli” è concreto. Per i big, insomma, meglio un bel comizio… Dell’esigenza degli elettori di assistere a un confronti di idee e programmi, invece, non interessa davvero a nessuno. E chissà se almeno i partiti più indietro nei sondaggi non decidano di partecipare.

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