L'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini.

L’ad scrive al Corriere della Sera, difende il suo lavoro e sgombra il campo dalle polemiche: con Foa e cda “confronto leale”. Oggi arriva il piano industriale con alcuni "emendamenti".

Dopo l’ultimo (acceso) pre-consiglio di nove ore, oggi l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, consegnerà ai consiglieri l’ultima bozza del suo piano industriale 2019-21 in vista del voto nel cda del 6 marzo. Un voto importante, perché il 7 marzo scade il termine per consegnare quelle 300 pagine sul tavolo del Mise e del Parlamento. Chissà se e quanti emendamenti avrà fatto in questo week-end di lavoro rispetto alle critiche giunte nella Sala Orsello. Rita Borioni (consigliere in quota Pd) è convinta che la Rai “finirà nel caos”. Riccardo Laganà (consigliere eletto dai dipendenti) lamenta “poca trasparenza”. Il presidente Marcello Foa, spalleggiato da Igor De Biasio (consigliere in quota Lega), il piano news così com’è stato architettato non lo voterà. Giampaolo Rossi (consigliere in quota Fdi) si è schierato a difesa della “sovranità” delle testate e della difesa del pluralismo. Insomma, un clima pesante. E per riportare un po’ di calma, sgombrare il campo da sterili polemiche, e cercare magari qualche alleato tra i dipendenti, nel Palazzo e nell’opinione pubblica, l’ad ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al Corriere della Sera.

IN CDA D’AMORE e D’ACCORDO – La prima reprimenda è rivolta ai giornaloni: “La Rai sta vivendo delle giornate importanti: la narrazione dei nostri corridoi – scrive Salini – che si fa spesso all’esterno, ci penalizza a volte umiliando i nostri sforzi, indugiando nell’utilizzare termini apocalittici come ‘drammatici’, ‘frenetici’, ‘in fibrillazione’ per dileggiare il nostro lavoro quotidiano. In realtà stiamo semplicemente lavorando con molto impegno… …ci stiamo confrontando da settimane lealmente con il presidente Marcello Foa e con i componenti del Consiglio di amministrazione, ciascuno portatore di una propria rispettabile sensibilità. E un dialogo professionale, aperto, leale in cui sempre mettiamo al centro l’interesse della Rai. E sono orgoglioso di ogni singolo minuto trascorso a confrontarci”.

UNA NUOVA ERA – Quindi Salini – senza entrare nei particolari del piano industriale – spiega che “saprà portare la Rai in una nuova era: è un Piano ambizioso che si basa sui contenuti che sono la forza e il tesoro della più grande Azienda culturale italiana”. Un piano che renderà la “Rai più indipendente” che pone al centro i contenuti, che “guarda ai giovani, esaltando la visione multipiattaforma” che razionalizza le risorse, evita sprechi, azzera il gap tecnologico e digitale, apre al mercato, esalta le professionalità e porta innovazione. “La sfida – secondo Salini – è cambiare o rimanere arroccati a feudi e potentati, tra il futuro o il passato legato a vecchie logiche”. La scelta va fatta, di questo sono sicuro… …La Rai è la sfida della mia vita personale e professionale… …il talento non basta, ci vuole il coraggio. E per la Rai – conclude Salini – questo, è il momento del coraggio”. Vedremo quanto ne avrà nel portare con determinazione avanti il suo Piano. E senza rimandare le scadenze (il 2023) a quando lui in Viale Mazzini non ci sarà più…

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