A loSpecialista.tv il ritratto della cineasta siciliana che torna nella sua terra per presentare “Anna” al Taormina Film Fest, mentre è al lavoro per la serie “Rosa Pomodoro”.

“Mi è venuta l’idea di fare un cortometraggio sulla Sea Watch, in particolare su un evento che è successo a Catania quando è approdata il 31 gennaio, Festa della Candelora. S’intitola ‘Siamo tutti, devoti tutti’, il mantra che ripetono tutti per la Festa di Sant’Agata che è molto sentita tra le feste religiose”, così a loSpecialista.tv la cineasta Federica D’Ignoti, 35 anni il 5 luglio, nata a Catania, ma che vive a Roma e che il 30 giugno vola nella sua Sicilia per il Taormina Film Fest, dove il 1 luglio presenta “Anna”. Interpretato da Valentina Lodovini e Pietro De Silva, con la fotografia di Daniele Ciprì e prodotto da Freak Factory in coproduzione con Paimon Production e Studio Tanika di Andrea Pirri Ardizzone e Redigital Studio, questo cortometraggio è già arrivato nella shortlist ai Nastri D’Argento e si è aggiudicato numerosi premi, tra i quali Afrodite Shorts, MarteLive, Prato Film Festival, VoceSpettacolo Film Festival e il Festival del Cinema Patologico.

Festeggierai il compleanno a Taormina?
“Sì, sarò lì per una settimana: la mattina mare e il pomeriggio seguirò il festival. Sono molto contenta di questa selezione perché è il primo festival molto conosciuto della mia terra a cui partecipo”.

Come nasce l’idea di “Anna”?
“È la storia di una vendetta, di un riscatto. È la prima volta che Anna parla di un amore che fondamentalmente ha sempre tenuto nascosto. Nello scrivere io tante volte mi vedo in Anna, quando si scrive ci si mette a nudo totalmente a prescindere se è un argomento che riguarda te stesso o se stai scrivendo una storia completamente di finzione”.

Perché vendetta, non è solo riscatto?
“Il riscatto è in un certo senso anche una vendetta. Anna è una donna tradita, è sempre stata messa da parte, in silenzio, non ha vissuto alla luce del sole la sua storia e non si è mai lamentata, neanche nel momento in cui ha partorito un figlio”.

È più una donna remissiva di ieri o una combattiva di oggi?
“Più di oggi, combattiva. Io ritengo sia un esempio di come con le parole d’intelligenza si arrivi al riscatto, non c’è bisogno di avere delle reazioni eccessive”.

Quando hai scritto “Anna” già pensavi a Valentina Lodovini come protagonsita?
“È la prima persona che ho contattato, è la prima persona che ha creduto nel progetto e mi ha detto di sì subito. Tutto il resto è venuto dopo 2, 3 mesi dal suo sì”.

“Anna” a che punto del tuo percorso cinematografico arriva?
“Lavoro come aiuto regia da più di 10 anni. Ho frequentato la scuola di cinema Tracce, nel dettaglio due master, uno in sceneggiatura ed uno in regia. Con precisione questo è il 12esimo anno che lavoro nel cinema. Ho fatto altri cortometraggi; il penultimo, ‘Angelo’, ha vinto tanti premi tra cui l’Underground Cinema Film Festival a Dublino”.

La collaborazione con Daniele Ciprì continuerà?
“È una persona generosa. Abbiamo altri progetti che stiamo portando avanti, tra cui anche una serie tv. S’intitola ‘Rosa Pomodoro’ ed è una commedia con attori argentini e spagnoli accanto a quelli italiani. L’idea è mia, firmerò la regia, e la sto sceneggiando con Luca De Benedittis e Marta Angelucci. Dovremmo girararla a Catania all’inizio del 2020”.

Un film?
“L’ho scritto, ma adesso è messo in un angolo. Il prossimo progetto importante è la serie”.

Che idea hai dell’audiovisivo italiano?
“Sono una divoratrice di serie su Netflix, Amazon, Timvision. Guardo i grandi autori al cinema, ma della tv ho perso il telecomando”.

Tre esempi di ciò che ami vedere?
“Proprio adesso sono arrivata all’ultima puntata di ‘Good Omens’, eccezionale. È su Amzon, dove di recente ho seguito anche ‘The Magicians’. E vorrei andare al cinema a vedere ‘Dolor y Gloria’ di Pedro Almodóvar. Conosco lo spagnolo, guardo molto i film spagnoli”.