Premiata dal pubblico di Rai3 la scelta di declinare l’invito di passare al Tg1.

Puntata importante ieri quella di “Chi l’ha visto?”, tra l’intervista a Maria – scappata a 13 anni dalla Germania con un 53enne ricercato dalla polizia e poi da maggiorenne spontaneamente tornata a casa dalla madre – e il ritrovamento di Angelica alla stazione di Vicenza – a cui è seguita la telefonata in diretta della mamma -. Il pubblico è stato incollato su Rai3. Il programma ha ottenuto 2 milioni 550mila telespettatori, pari ad uno share dell’11,8%, mettendo a segno il miglior risultato dall’inizio della stagione, sia in termini di share che di spettatori. Nulla ha potuto il debutto de “L’Ispettore Coliandro”, serie con Giampaolo Morelli, che ha totalizzato 2 milioni 472mila spettatori e il 10,9% di share. Rai2 con “Rocco Schiavone” aveva sempre vinto il derby del mercoledì. La serie con Marco Giallini, infatti, aveva esordito il 17 ottobre con quasi 3 milioni 200 mila telespettatori (3 milioni 172 mila) e il 13,9 di share, e chiuso il 7 novembre con 2 milioni 689 mila spettatori e l’11,1 di share. Anche se la seconda stagione di “Rocco Schiavone” non ha tenuto gli stessi livelli di ascolti dalla prima all’ultima puntata, comunque non aveva ceduto a “Chi l’ha visto?”. Ieri, invece, la trasmissione di Rai3, ricca di emozioni forti e fatti, ha effettuato il sorpasso sulla proposta fiction di Rai2.

Merito della collaudata squadra di Federica Sciarelli, che è tornata dalle vacanze con “Chi l’ha visto?” il 12 settembre, iniziando in sordina con un milione 828mila spettatori e uno share del 9,8%, per poi attestarsi su valori che si sono sempre aggirati sui 2 milioni 150 mila telespettatori e il 10% di share, fino all’exploit di ieri sera con un balzo deciso in avanti, raggiungendo oltre i 2 milioni e mezzo di persone. Per la Sciarelli, che conduce la trasmissione dal 2004, con all’attivo oltre 600 puntate, è una gran bella soddisfazione e la conferma della sua buona scelta di restare “in casa” e declinare l’invito di passare al Tg1. La sua espressione di “servizio pubblico” ha, infatti, il consenso dei telespettatori.