All’indomani dell’infornata di 11 nomine, i primi a protestare sono coloro che l’hanno voluto alla guida del notiziario dell’ammiraglia.

Nervi tesi nella nuova Rai a trazione giallo-verde. Anzi, “Carboni” ardenti… La goccia che ha fatto traboccare il vaso nella cosiddetta “Rai del cambiamento” è l’ultima “lenzuolata” di nomine – raccontata da loSpecialista.tv – voluta dal direttore Giuseppe Carboni. Ben 11 promozioni che sarebbero state – stando ai boatos di stampa – il motivo di un violento alterco tra Angelo Polimeno Bottai, uno dei sette vicedirettori del Tg1, e lo stesso Carboni. Uno scontro che potrebbe finire addirittura con provvedimenti disciplinari. Un’infornata operativa da lunedì 15 aprile e utile a puntellare la squadra. Ma che – ironia della sorte – viene contestata proprio da coloro che Carboni lo hanno voluto cinque mesi fa alla guida del notiziario dell’ammiraglia, i 5Stelle. “Una nuova infornata di 11 collaboratori di vario ordine e grado al Tg1, probabilmente per presidiarlo meglio”, si lamenta il senatore Alberto Airola. “E vi sono altre nomine importantissime da fare (adesso o dopo le elezioni?) In Italia, giornalisticamente parlando, la parola ‘pluralismo’ non significa ‘pluralità di visione e interpretazione dei fatti, all’interno di un perimetro etico e deontologico’ ma semplicemente ‘spartizione’. C’è qualcosa che non funziona”.

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Alberto Airola.

E sì, c’è proprio qualcosa che non funziona se un direttore da tutti etichettato in quota 5 Stelle (si dice l’unico giornalista con cui parla Beppe Grillo) all’indomani di 11 nomine viene criticato proprio dal Movimento di cui è espressione. E sulla stessa lunghezza d’onda di Airola è un altro senatore del 5Stelle. “Ma per vedere questa Rai è necessario il canone in bolletta? Lo dico a noi stessi: più coraggio!”, è la protesta di Gianluigi Paragone. Voci in dissenso definite “incomprensibili”, da deputato del Pd, Michele Anzaldi. “E’ il loro partito ad aver occupato e lottizzato il servizio pubblico come mai era successo, insieme a Salvini. Di cosa si lamentano? Sono loro ad aver nominato Carboni”. Scintille – alla vigilia della campagna elettorale per le Europee – che lasciano trapelare un certo nervosismo tra i “gialli” per l’operato di Carboni evidentemente troppo “verde” o magari “rosso”. Un direttore sul quale è già calata da tempo la critica del direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio: “Un carneade”, “che ha paura della sua ombra e si barcamena” alla guida di un Tg1 “insopportabilmente governativo”, “dalla parte di Salvini”, “con puerili e controproducenti concessioni ai 5Stelle”. E se lo scrive il “grillino” parlante…

Il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio.