Foa: “Aria fresca nei tg Rai”, e qualche “Virus” nell’approfondimento

- Roma

Il presidente si confessa su tre diversi quotidiani: “Cambieremo i direttori, sono stati nominati dal precedente cda”. “Di nomi non si è ancora parlato”.

È il Foa day sulla stampa italiana, e il neo presidente della Rai si concede in tre interviste. E da tutte emerge con forza lo stesso concetto: la sua mission è fare la “Raivoluzione”, a partire da Saxa Rubra. Sul Corriere della Sera, spiega il mandato avuto dal governo: “Ampio e fiduciario. La parola d’ordine è portare aria fresca in Rai”. Traduco – insiste Stefano Lorenzotto – cambiare i direttori dei tg. “Fa parte del mandato. Sono stati nominati dal precedente consiglio di amministrazione e non tutta l’informazione è sembrata esente da settarismi”. E Foa lascia intendere anche chi in tv incarna il suo modello preferito di giornalismo: “Virus di Nicola Porro, bell’esempio d’informazione imparziale. Infatti fu chiuso”. Peccato che Porro già conduca due diversi programmi sulle reti Mediaset…

Ma il neo presidente Rai in materia di nomine chiarisce meglio il concetto su Il Messaggero. Presidente Foa – gli chiede Mario Ajello – ci saranno sorprese, oppure lo schema è: Tg1 a Matano o a Di Mare (cioè ai 5 Stelle), il Tg2 a Sangiuliano (Lega) e il Tg3 a Mazzà (uscente)? “Guardi, di nomi non si è ancora parlato. O almeno, io non ne ho avuto notizia. La situazione mi sembra più fluida di quello che dicono i giornali”. “E’ un argomento di cui non mi sono occupato proprio. Me ne occuperò perché rientra nei compiti del consiglio, ma so bene che è l’amministratore delegato, Fabrizio Salini, che per legge deve proporre i nomi per le varie caselle. Io posso solo assicurare che la meritocrazia è la mia bussola e non guardo alle casacche politiche”. Quindi la prima sfida, il web. “E’ fondamentale e la Rai sta indietro su questo terreno. La missione più importante in assoluto che mi pongo è quella di far recuperare questo gap all’azienda… Salini e io, in proposito, abbiamo la stessa sensibilità e ci impegneremo in questa grande sfida”. Infine due chiacchiere Foa se le fa stamane anche con Giorgio Gandola su La Verità invocando in Viale Mazzini un “cambiamento culturale, con un’informazione più corretta e meno di parte. Vorrei che si abbassasse il tasso di politicizzazione e aumentasse il pluralismo”.

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