Freccero e quell’“ultima sfida” a Rai2 poco coraggiosa

- Roma
Il direttore di Rai2, Carlo Freccero.

Il direttore “supplente” traccia in Parlamento il palinsesto che verrà. Una bella lezione sulla tv del vorrei ma non posso. A partire dal (non) ritorno di Daniele Luttazzi...

A poco più di tre mesi dall’insediamento (il 28 novembre 2018), Carlo Freccero va in commissione di Vigilanza sulla Rai e racconta il palinsesto di Rai2 che verrà. L’obiettivo? “Ridare visibilità alla Rete”, “lasciare a chi mi succederà una Rai2 con una forte identità”, con un palinsesto “ben strutturato e con progetti avviati”. Come? Il suo mantra è “scompaginare ed andare oltre l’ovvio”. Freccero è istrionico, vulcanico, ama (anzi cerca) la polemica, si diverte, gli piace, lavora gratis 14 ore al giorno, soffre per l’audience come se fosse il suo primo giorno, non bara e non fa il tifo. E certamente ha il passaporto in regola per insegnare televisione. Ma c’è un problema. È “un supplente con un anno di contratto”. E soprattutto, Freccero ha le mani legate. Eccone la prova…

SFERA EBBASTA VITTIMA DELLA MORALE – È stato censurato dalla morale del settimo piano sul caso Sfera Ebbasta, il rapper che doveva fare il giudice del talent “The Voice”. “Non si può avere una sola televisione, bisogna averne tre, quattro, cinque… Se un rapper non può partecipare a un talent – si è sfogato Freccero alzando la voce a San Macuto – che libertà c’è, che servizio pubblico facciamo. Il servizio pubblico dell’ordine morale. Sfera Ebbasta doveva partecipare. Ma ci sono state pressioni da un consigliere…”

GRILLO EVIRATO – In nome del politicamente corretto, poi, lui stesso ha censurato Beppe Grillo con il programma di vecchi filmati “C’è Grillo”. “L’ho evirato” – ha confessato. E Grillo se n’è accorto e gli ha detto: “Ma io non sono mica quello…”

IN SOFFITTA LE FAKE – Freccero, poi, ha ammesso di non avere il coraggio di mandare in onda in campagna elettorale il nuovo programma sulla fake news (“Vero contro vero”). Programma rimandato all’autunno, e alla guida non ci sarà – come si pensava – Sebastiano Caputo ma un interno Rai. “Mai pensato a lui come conduttore del programma. È il responsabile de ‘L’intellettuale dissidente’. Lo seguo… non c’entra nulla, scelgo sempre conduttori interni alla Rai”.

IL CALVARIO SOVRANO – “Popolo sovrano”, ha poi ammesso Freccero parlando del nuovo programma d’approfondimento del giovedì, “è il mio problema principale. Un calvario terribile. Ci lavoro come un dottorato in tv. Dovevo essere furbo e lasciare ‘Nemo’. Sono su una graticola, ma nella vita bisogna avere il coraggio di tentare e sbagliare. Ci vuole impegno, tensione e lavoro. Voglio fare un tentativo per scardinare la concorrenza di La7 e Rete4”.

VESPA COMANDA IN RAI – Un Freccero costretto a subire censure ma anche prepotenze. “Povera patria – ha denunciato il direttore di Rai2 – lo volevo il mercoledì. Il venerdì è sbagliato. Vespa ancora comanda e decide di non avere contro-programmazione. È un errore televisivo. Ma Vespa comanda e il coordinamento vince. Ho dovuto inchinarmi come per altre scelte che ho dovuto subire. Questa è la verità, so già che la pagherò…”

IL (NON) RITORNO DI LUTTAZZI – “Ho perso una Rete per colpa, anzi no, per merito di Luttazzi. E sono orgoglioso di averlo mandato in onda. Però – ha spiegato Freccero – chiaramente voglio un controllo editoriale. È vero che sono masochista, non guadagno nulla, lavoro 14 ore al giorno, vengo aggredito con calunnie. Ma non voglio mica suicidarmi, e semmai voglio io decidere come suicidarmi”. Insomma, il progetto satira è in alto mare…

IL PARSIMONIOSO – Insomma un Freccero vittima del “servizio pubblico dell’ordine morale”. Quello che ha appena ridisegnato l’azienda senza consultarlo: “Non ho avuto l’onore di leggere il nuovo piano editoriale”. E un Freccero con il freno a mano tirato. “Rai2 rappresenta la mia ultima sfida”, ha esordito in Vigilanza. “Voglio conferirle un’identità nell’epoca degli over the top. Una sfida gravata da parecchie difficoltà: tempi brevi, contratti già stipulati e budget limitato. Un budget che Freccero, in nome della massima trasparenza ha consegnato al presidente della VigilanzaAlberto Barachini: “Da gennaio ho speso un milione e 900 mila euro. Se si guarda al rapporto tra audience e costi dovrebbero farmi un monumento”.

L’IDENTITARIO – “Il mio primo obiettivo – ha aggiunto – è quello di ridare visibilità alla Rete, farla tornare centrale nell’agenda mediatica, e far sì che la programmazioni crei polemica ed esca dall’anonimato. Per farlo bisogna scompaginare ed andare oltre l’ovvio. Ed è per questo che ho dato vita a progetti anche rischiosi…” “Ho ereditato una rete senza palinsesto”. Quindi la sua ricetta per una buona tv. “Bisogna puntate su prodotti identitari, contro-programmazione, eventi e contenuti premium. “Il tutto cercando di rinnovare i generi della tv classica che si sono ibridati e cercando di sperimentare nuove forme di intrattenimento”. L’informazione? “un capitolo dolente”, ha allargato le braccia Freccero rievocando i tempi di Michele Santoro.

L’INNOVATORE – Infine Freccero ha annunciato alcune novità del palinsesto che verrà. Il lunedì – il giorno della comicità popolare – in arrivo “Stasera tutto è possibile” prodotto a Napoli e “Contenuti Zero”, varietà con talenti comici del nord mai apparsi sullo schermo a Milano. Al martedì un nuovo programma comico in 8 puntate. “Una Novità esplosiva del panorama nazionale dedicato completamente al pubblico giovane. Non posso dire di più perché non ho ancora firmato i contratti”. Il mercoledì – il giorno della sperimentazione – grande attesa per “Reality Sciò” di Enrico Lucci. “Mette in scena un fenomeno di costume, l’Italia del selfie, il narcisismo della gente. È uno che sa raccontare il presente dal profondo senza assumere una posizione moralista e sprezzante. Una pagina di sociologia popolare”. “In autunno, invece, un talk show in cui si porterà il mondo del cinema e della musica d’autore in televisione. Ho affidato questo progetto a Giovanni Veronesi”. Al giovedì l’approfondimento, ma niente Santoro si insite con Sortino. Il venerdì la fiction italiana a partire da nuovi episodi de “Il cacciatore”. Il sabato le serie tv crime, a partire dai prodotti Cbs. E poi alcune serate evento: “Renzo Arbore, che appartiene al dna storico di Rai2, farà due o tre show straordinari prodotti a Napoli. In occasione del decimo anniversario del terremo verrà presentato il film documentario L’Aquila “la generazione dimenticata”. E poi ricorderemo I 50 anni della stage di piazza Fontana”. Tanta carne al fuoco, insomma, per Freccero. Il problema è che sulla graticola c’è finito anche lui…