Freccero: “Fazio mi aiuta a rifondare Rai2”. Lo share? “Chiuderà al 9%”

- Roma
Il direttore di Rai2, Carlo Freccero.

Il direttore parla a Lo Specialista del difficile esordio di “Che tempo che fa”. A Salini il 28 novembre lascerà una relazione sulla tv e un palinsesto “qualificante e non residuale”.

Il telecomando compie 70 anni e c’è qualcuno che guardando all’avanzata dell’offerta dello streaming vorrebbe mandarlo in pensione. A giudicare dall’Auditel, però, le cose non sembrano stare proprio così. Basta vedere quanto accaduto in questo inizio di stagione a Fabio Fazio con il suo “Che Tempo che fa”. L’anno scorso su Rai1 ha stampato una media share del 14,8% e un’audience media di 3.241.000 spettatori. Ora gli è stato “gentilmente” chiesto di ridursi un pochino lo stipendio (10%) e di accomodarsi su Rai2. E lo share – come previsto sia dal direttore di Rete Carlo Freccero sia dallo stesso Fazio – si è praticamente dimezzato: nelle prime tre puntate media share del 7,7% e media audience di 1.833.000 spettatori. Eppure il programma è sempre lo stesso. Gli interpreti, gli ospiti importanti e la scenografia non sono cambiati. E per vederlo basterebbe spingere il tasto 2 sul telecomando invece che 1. Lo Specialista ne ha parlato con Freccero.

Guardando i dati Auditel del programma di Fazio si direbbe che la rendita di posizione di Rai1 rimane immutabile nel tempo. “Esattamente – ha esordito Freccero –. Ed è proprio per questo che Fazio non era affatto contento del trasloco su Rai2. Rai1 è il canale di riferimento della Rai, e su questo non c’è ombra di dubbio. E il telecomando conta ancora moltissimo. Certo, come in tutte le rivoluzioni, occorre del tempo. Io avevo previsto l’8% di share per ‘Che tempo che fa’ e credo che arriveremo a dicembre con questi numeri”. Quindi Rai1 ha una rendita di posizione che vale il doppio degli ascolti di Rai2? “Esatto, è una delle considerazioni che sto scrivendo in una relazione che lascerò al vertice dell’azienda in vista del mio addio all’incarico del 28 novembre prossimo. Aggiungo – ha sottolineato Freccero – che in questi anni Rai2 è stata penalizzata moltissimo. E ne paga il dazio. La televisione ha una memoria… Ci vorrà del tempo. Ma credo che ad esempio Fazio alla fine di questa stagione riuscirà a crescere e a consolidare una media share del 9%. Insomma ridurrà la perdita di ascolti rispetto a quando andava in onda sull’ammiraglia”.

Sarebbe stato più giusto tenerlo su Rai1 per valorizzare anche gli investimenti dell’azienda? “No, guardiamo l’aspetto positivo. Questa operazione è propedeutica alla rifondazione di Rai2 come Rete di servizio pubblico”. In che senso? Il nuovo piano industriale insiste su una Rai2 che vada alla ricerca di un target giovane. Siamo certi che sia il target di Fazio? “No, non è il suo pubblico. Ma per attirare i giovani ci vuole del tempo… Intanto Fazio ci aiuta a tenere viva la Rete, a rianimarla”. Quindi non un pubblico più giovane ma di qualità? “Esattamente, è un programma di spessore e di servizio pubblico. E anche questo è molto importante”.

A che punto è la rifondazione di Rai2? “Al momento abbiamo solo due caselle di palinsesto molto precise e centrate e sono quella del lunedì di contro programmazione con ‘Stasera tutto è possibile’ o ‘Made in Sud’. E quella del martedì che è di programmazione, con ‘Il collegio’ che parte con sei puntate dalla prossima settimana e da ‘Pechino Express’. Il mercoledì sarà il giorno della fiction per giovani, e lanceremo ‘Volevo essere una rock star’, esperimento per raggiungere giovani con prodotti italiani. Il giovedì, il venerdì, e il sabato sono ancora dei cantieri. La domenica, il giorno del calcio, raggiungere i giovani è davvero arduo… Ma per il giovedì ho un’idea ma è ancora al vaglio del settimo piano e non posso anticipare nulla”. Che Rai2 lascerà in eredità a chi arriverà? “Il mio obiettivo resta quello di lasciare una Rete qualificante e non residuale. Fazio – ha concluso Freccero – ci sta aiutando in questa operazione”.

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