Il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, in audizione in commissione di Vigilanza sulla Rai

Il ministro dello Sviluppo annuncia in Vigilanza un emendamento alla legge di bilancio che aiuterà gli investimenti nel segnale e non costringerà più l’azienda a ristrutturare il Mux 1.

In tema di frequenze televisive il governo gialloverde ha ascoltato i suggerimenti dei dirigenti Rai, consentendo all’azienda (ma soprattutto allo Stato che avrebbe dovuto finanziare l’operazione) di risparmiare circa 120 milioni di euro. Le tv locali, invece, dovranno rinunciare a quanto promesso nella precedente legge di bilancio. E le tv nazionali – se vorranno recuperare un po’ di frequenze – dovranno partecipare a un bando a pagamento. A spiegarlo è stato stamane in commissione di Vigilanza il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. “La legge di bilancio del 2018 prevede che la Rai realizzi e pianifichi in banda III Vhf un multiplex per la trasmissione dell’informazione regionale”, ha ricordato. “Realizzazione del multiplex che avrebbe comportato da un lato la necessità per gli utenti, in ampie zone del Paese, di cambiare le antenne per ricevere il segnale. E dall’altro un ingente esborso di risorse pubbliche da parte della Rai. È dunque emerso il convincimento del governo, che verrà tradotto in un emendamento alla legge di bilancio che presenteremo al Senato, di superare questo profilo di importante criticità prevedendo la destinazione della banda III Uhf per la radio digitale e per il mux Rai. Questo per assicurare un più efficiente uso dello spettro, minimizzare costi e disagi, e garantire una migliore ricevibilità del segnale da parte dei cittadini. Nonché garantire un minor impatto sulle rete Rai anche finanziario”. “Erogheremo in legge di bilancio – ha aggiunto in sede di replica Di Maio – 80 milioni di euro alla Rai in quota investimento”. “Passiamo da una spesa prevista di circa 200 milioni a una di 80”.

il ministro ha chiarito anche come questa modifica impatterà sulle tv locali e nazionali. “Vogliamo fare in modo che sia le tv locali e nazionali sia le tlc, che hanno investito 6,5 mld nel 5g – siano soddisfatti. Considerando che il terzo delle frequenze tv riservate alle tv locali è più che capiente, nel senso che non lo utilizzano tutto, lasciamo loro lo spazio che già stanno utilizzano ed eliminiamo la riserva del terzo per le locali. E permettiamo alle reti nazionali generaliste – ha concluso il ministro – attraverso una procedura concorsuale di prendere le frequenze che noi liberiamo”. A pagamento, naturalmente…

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