Superbo il cast capitanato da Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Lucia Mascino e Marina Rocco. Al cinema dal 29 agosto.

Siete genitori? Partecipate alle feste a cui sono invitati i vostri figli a scuola e a vostra volta ne organizzate per i vostri piccoli? Siete preda di chat in cui vi bombardano di messaggi i genitori dei compagni di classe dei vostri figli? Se sì, questo film è per voi, potrebbe essere quasi catartico. Non siete genitori? Allora prendetevi la rivincita su chi vi domanda “come mai non hai figli?” e correte al cinema dal 29 agosto: in 200 copie esce “Genitori quasi perfetti”, una commedia mostruosa su tutti i vizi (e nessuna virtù) di mamme e papà nell’agone “festa bambini”, una sorta di circo per disperati che usano i figli per esibizione sociale, genitori che straparlano in chat ma a cui manacano le basi delle regole del saper vivere. A mettere sul grande schermo questo sguardo scomodo è la cineasta Laura Chiossone, al suo secondo lungometraggio, mamma di due figli che tenta la fuga dalle feste dei piccoli mandando avanti il nonno, ma che, quando si tratta del compleanno dei propri pargoli, avvia un’organizzazione stratosferica della durata di due settimane perché per sua stessa ammissione: “Voglio feste che siano originali e che mi rispecchino, in un fai da te senza animatori esterni”.

Nel compleanno di Filippo Riva, il piccolo protagonista di “Genitori quasi perfetti”, l’animatrice c’è, ma è in ritardo, così un papà pensa sia la sua occasione fino a quando la dolce Luisa non arriva e i bambini sembrano in salvo, intanto, però, parlando e straparlando i genitori nel volersi mostrare perfetti, non finiscono per creare una bomba ad orologeria in procinto di scoppiare da un momento all’altro in una tenzone scatenatasi tra saccenti, frustrati e caratteri irrisolti. “È un film di genere – afferma in conferenza stampa la regista Chiossone – perché parte dalla commedia ma poi, andando a smontare i cliché borghesi, svela personaggi sempre più mostruosi utilizzando tanti codici come quello del musical”. In particolare, per come è stato innestato il musical, il film ricorda molto la serie andata in onda su Rai1 “Tutti pazzi per amore”, e il trade union tra i due prodotti è un’attrice, Marina Rocco, nella fiction mamma di tre figli con marito, in questo film mamma single di una bambina alla ricerca di avventure. L’estetista super curata che interpreta in “Genitori quasi perfetti”, all’apparenza un personaggio colorato, se la vedrà con: la coppia vegana formata da Paolo Calabresi e Lucia Mascino; la mamma lesbica interpretata da Elena Radonicich; il mammo che ha il volto di Francesco Turbanti; e il papà appena separato ed in carriera a cui dà corpo Paolo Mazzarelli.

A fare incontrare (e scontrare) quest tipi è Simona Riva, interpretata da una sempre brava Anna Foglietta, mamma sola che organizza all’ultimo momento la festa di compleanno del piccolo Filippo a cui dà vita il bravissimo Nicolò Costa che, a detta della regista e della protagonista, era talmente bravo da improvvisare battute tali sul set da restare al montaggio: dotato di risposta sempre pronta e presenza scenica. “Avevo già lavorato con lui – afferma Chiossone -, è un talento incredibile, mentre per gli altri bambini abbiamo proceduto con i casting”. Paolo Calabresi scherza: “O sono tanto bravi i bambini o sono tanto cani gli attori”, qui a dire il vero tutto il cast è superbamente interessante. E del film Calabresi dice: “È una commedia amara, e la discesa agli inferi è la parte più interessante del film”. L’angelica Marina Occhionero, qui l’animatrice Luisa, dice che in fondo “i genitori del film sono spinti ad agire così solo per amore”. Per Anna Foglietta, “l’essere sempre giusti è frustrante, la chiave per essere buoni genitori risiede nell’essere sempre più istintivi, soprattutto quando si tratta d’amore”.

Ma quali sono gli elementi che dall’inizio alla fine del film fanno “scoppiare” i genitori? Identità di genere e sessualità. loSpecialista.tv ha chiesto il motivo alla regista: “Mi serviva – risponde – un elemento che destabilizzasse e nella nostra società sono questi perché si finge una disinibizione su certi temi che in realtà non c’è”.

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