Gianluigi Paragone: “Orfeo vuole completare albo figurine Tg Rai”

- Roma

Il senatore del Movimento 5 Stelle a Lo Specialista: “Non capisco la necessità e l’urgenza di metterlo a capo del Tg3. Se Pd e Renzi vogliono sistemare gli amici lo dicano apertamente”.

Il via libera del ministero dello Sviluppo al nuovo piano industriale della Rai è arrivato da quasi due mesi, i cantieri delle nove direzioni di genere sono aperti, eppure l’ad Rai Fabrizio Salini non riesce a fare le nomine. E l’ostacolo – ad ascoltare gli echi del settimo piano – sarebbe in particolare la figura di Mario Orfeo, candidato alla direzione del Tg3. Lo Specialista ha parlato di questo stallo con il senatore Gianluigi Paragone, esponente del Movimento 5 Stelle e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai. “Premetto che parlo a titolo personale non ricoprendo alcuna carica all’interno del Movimento – ha messo le mani avanti Paragone – ma rilevo che Orfeo ha già fatto il direttore generale, dopo aver fatto il direttore del Tg2 e del Tg1. Onestamente non capisco la necessità e l’urgenza di metterlo a capo del Tg3. Non sta scritto da nessuna parte che Orfeo debba completare l’albo delle figurine dei telegiornali Rai”.

Non crede che Orfeo abbia il curriculum per ricoprire quel ruolo? “Vorrei ricordare – ha aggiunto Paragone – che come direttore generale commise un errore incredibile e grossolano”. A cosa si riferisce? “Beh, non comprò i diritti tv dei Mondiali di calcio in Russia lasciandoli a Mediaset che fece il pieno di ascolti e di raccolta pubblicitaria. E aggiungo che proprio perché la Rai si sfilò dalla trattativa, a Pier Silvio Berlusconi quei Mondiali costarono davvero poco…” I giornali riferiscono di un veto dei 5Stelle proprio su Orfeo. “Ripeto, non vedo alcuno scandalo sulla mancata nomina di Orfeo al Tg3. Se il Partito Democratico o Matteo Renzi vogliono sistemare i loro amici lo dicano apertamente: ‘Orfeo è roba nostra, ci serve, e lo vogliamo al Tg3’. Almeno uno se ne fa una ragione”. Salini nel cda di ieri avrebbe rivendicato “esclusiva competenza” nelle nomine. E’ d’accordo? “Assolutamente sì, la figura dell’amministratore delegato è centrale nella Rai e ha pieni poteri”. Quindi dovrebbe andare dritto per la sua strada senza ascoltare le campane della politica? “Il problema è che le campane continuano a suonare forte e vogliono essere ascoltate. Nei panni di Salini mi sarei già sbrigato a fare le nomine”.

Si racconta che Salini abbia frenato sulle nomine anche perché alle prese con risorse da canone incerte e decurtate di 340 milioni all’anno dallo Stato. E’ giusto che alla Rai vada l’intero importo del canone? “Credo che debba essere rivista totalmente tutta la normativa che disciplina il canone”, ha sottolineato ancora Paragone. “È un’imposta odiosa e non ha senso, ma se la guardi in controluce sai che non puoi toglierlo e basta. Lo puoi tagliare, o magari abbassare in base alle disponibilità di reddito. Senza dimenticare che nel canone ci sono voci di finanziamento all’industria cinematografica e di fiction italiana. Ma contemporaneamente va rivista anche la disciplina dei centri media della raccolta pubblicitaria”.

E che c’entra la pubblicità? “È questo il problema di fondo. Continuiamo a ragionare come se stessimo giocando con un pallone bucato. Prima devi decidere che servizio pubblico vuoi e poi che tipo di mercato pubblicitario vuoi disciplinare. Il tema è la grande fetta di pubblicità che viene erosa dai big players e dai centri media. L’idea potrebbe essere quella di mettere un tetto alla pubblicità dei grandi e dare la possibilità ai piccoli di crescere”. Un tetto a Publitalia, a Rai Pubblicità e a Cairo? “Loro hanno un pezzettino piccolo della torta. Queste concessionarie non vendono la pubblicità, la comprano dai centri media. È un mercato ostruito, bloccato. Bisognerebbe sbloccarlo… La raccolta pubblicitaria non è una sfida tra Rai Pubblicità, Publitalia e Cairo. Non è così. Di fatto si contendono un pezzo piccolo. Il più lo vanno a comprare dai centri media che sono i veri centri di raccolta. E lì – ha concluso il senatore dei 5Stelle – che bisogna intervenire…”

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