Giornalisti a difesa del diritto di essere informati, nel nome di Daphne

- Roma

Il segretario dell’Usigrai di Trapani: “La scorta non è un privilegio”.

“Non ha ucciso solo Daphne, è un’autobomba contro la libertà di stampa, contro il diritto dei cittadini ad essere informati”, così il segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani ad “UnoMattina”, ad un anno esatto dalla morte della reporter investigativa maltese Daphne Caruana Galizia che perse la vita nell’esplosione di una bomba piazzata nell’auto. Ad oggi non si conoscono ancora i mandanti, per scoprire i quali si è costituito il Daphne Project, un Consorzio di 45 giornalisti per fare luce sui fatti, e più in generale su tutti i crimini contro i cronisti e la libertà di stampa.

Oggi, 16 Ottobre, doppio appuntamento per i giornalisti: una delegazione della Fnsi è a Malta, mentre un presidio promosso da Fnsi, Usigrai e Articolo 21 è davanti all’ambasciata maltese in Italia – in piazza Nicosia a Roma – per chiedere verità e giustizia per Daphne e tutti i giornalisti assassinati a causa delle loro inchieste. In Italia attualmente in Italia sono 19 i giornalisti sotto scorta. “La scorta non è un privilegio”, sottolinea di Trapani, ma è un baluardo, “la sicurezza della continuità ad essere informati”.

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