Nel frattempo il cda ha deciso la vendita della sede torinese di Via Cernaia (vecchia e con amianto) e a Milano lancia l’ultimatum a Fondazione Fiera sul Portello.

Quello di giovedì 30 maggio è stato il primo cda Rai post elettorale. Le urne – si racconta al settimo piano – hanno migliorato l’umore del presidente Marcello Foa. Ma il rapporto con l’ad Fabrizio Salini resta freddino. Sul tavolo della sala Orsello tante cartelline. Innanzitutto all’ordine del giorno l’esigenza – sollevata più volte dai direttori di Testata – di ripopolare le redazioni. Nel prossimo cda del 12 o 13 giugno – a quanto apprende loSpecialista.tv – sarà varato un nuovo concorso. Il board – e il consiglio sindacale – hanno chiesto a Salini di verificare le reali carenze d’organico, a partire dalle sedi regionali che sono quelle dove si registrano le maggiori sofferenze. Inoltre l’ad dovrà valutare gli esodi che ci saranno da qui al 2023, e valutare – anche in forza del nuovo piano industriale e del nuovo piano news – le reali necessità d’implementazione dell’organico. Per quanto riguarda gli studenti della scuola di giornalismo Perugia, circa 70 diplomati negli ultimi tre bienni in attesa di collocazione, perde quota la possibilità che vengano assimilati subito. È assai più verosimile, invece, che abbiano una corsia preferenziale proprio al prossimo concorso. Con ogni probabilità, sembra di capire, salteranno la selezione iniziale (prova a quiz) per passare direttamente alla prova video. Insomma, avranno un credito per essersi diplomati nella scuola Rai.

Il cda si è inoltre soffermato sulla questione degli immobili. Rischia di saltare l’accordo tra Fondazione Fiera e Rai per il trasferimento della sede di Milano nel quartiere Portello, nella parte Nord della città. Ci sarebbe infatti un vecchio contenzioso tra l’ente Fiera e la proprietà dello stabile. Il settimo piano aspetterà che la questione si risolva al massimo fino a settembre 2019. Da Viale Mazzini, insomma, è partito un ultimatum. Se la questione non si sblocca, dall’autunno l’azienda volgerà il proprio sguardo verso altri lidi, a partire dall’Expo. Novità poi anche per Torino dove il cda ha stabilito la messa in vendita del palazzo di Via Cernaia: un edificio vecchio e che necessita di una profonda ristrutturazione anche a causa della presenza di amianto. Quello stesso amianto che affligge anche la sede di Roma in Viale Mazzini, ma a questo non si è fatto cenno. Prima di staccare un assegno da oltre 100 milioni per i lavori (e gli affitti) nella Capitale, Salini vorrà rifletterci bene…

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