Giornalisti Rai: “giusto contratto” in una sola tranche entro il 2020

- Roma
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Meno di 250 i precari “idonei”, saranno assunti senza “selezione”. E il “concorsone” slitta al 2021.

La Rai stabilizzerà con il “giusto contratto” i “precari” che hanno svolto lavoro giornalistico nelle Testate e in una trentina di programmi delle Reti. E non lo farà più – come previsto dagli accordi iniziali di luglio 2019 – in due tranche: i primi 125 giornalisti in organico nel 2020, e gli altri 125 nel 2021. Ma in un colpo solo, tra settembre e ottobre 2020. L’ad Fabrizio Salini ha accolto le richieste dell’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai. E ora c’è anche il “timbro” del cda.

POCHI IDONEI – Inizialmente i candidati alla selezione interna erano 327. Ma – a quanto apprende Lo Specialista – quelli ritenuti in regola dall’ufficio del personale con i requisiti richiesti sarebbero meno di 250 (mancano ancora gli elenchi definitivi). Non solo saranno dunque regolarizzati in una sola tranche dopo l’estate, ma lo saranno con ogni probabilità senza dover affrontare la selezione interna. D’altronde se i candidati sono meno dei posti a disposizione, e per di più hanno già dimostrato sul campo di essere in grado di svolgere le mansioni richieste, che senso ha fare l’“esamino”? Si risparmia tempo e denaro…

UNA FINESTRA PER LA TGR – L’altra buona notizia riguarda invece la Testata giornalistica regionale, rimasta senza il “concorsone” per 90 nuovi giornalisti a causa della pandemia. A quanto apprende Lo Specialista è prevista una “finestra” per 60 precari che a luglio 2020 – su base volontaria – potranno anticipare il loro ingresso in Azienda. Ma a patto di accettare di andare a lavorare alle dipendenze del direttore della Tgr Alessandro Casarin che proprio in questi giorni sta predisponendo la griglia con fabbisogno regionale da portare a Roma. Ma si tratta di una “finestra” solo per l’estate. In autunno i nuovi assunti torneranno ai programmi delle Reti.

IL CONCORSONE NEL 2021 – Casarin – con una squadra fiaccata dalla pandemia – riuscirà dunque a mettere una toppa alle carenze d’organico, potrà organizzare piani ferie e autorizzare qualche trasferimento promesso da tempo. Ma sembra che per immettere in organico i nuovi 90 giornalisti previsti dal “concorsone” dovrà attendere ancora un po’. La prova scritta – la notizia non è ufficiale ma è questo l’orientamento dell’Azienda – che si ipotizzava di poter svolgere a metà ottobre 2020 è destinata a slittare al 2021. E non solo per colpa dei problemi logistici dovuti alla pandemia: spostamento e distanziamento per 3.700 candidati in arrivo a Roma da tutta Italia non sono uno scherzo. C’è anche una questione economica da affrontare. Il budget Rai 2020, infatti, che sarà approvato nel prossimo cda del 25 maggio, è un bagno di sangue dovuto al crollo della raccolta dagli spot. E l’anticipo di esborso del “giusto contratto” (250 assunzioni invece di 125) che ha gonfiato il costo del personale di quest’anno avrebbe convinto il settimo piano a rimandare la partita del “concorsone”. Solo l’organizzazione delle prove, infatti, costerebbe tra 1,5 e due milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti, naturalmente, gli stipendi di 90 nuovi redattori. Forse è meglio aspettare…

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