Si racconta di una delibera del cda per assumere gli allievi della scuola di giornalismo di Perugia. Per loro un contratto a tempo determinato di 10 mesi.

La Rai cerca giornalisti, meglio se digital. Quelli che escono da soli con la telecamera, montano il servizio e lo riversano in redazione. Gente a proprio agio su Internet e avvezza al linguaggio dei social, utile a recuperare quel gap digitale con i competitor, capace di presidiare tutte le piattaforme digitali per raggiungere ogni target (soprattutto quelli più giovani), che sappia gestire il ciclo di vita di una news digitale con informazioni tempestive e di qualità. LoSpecialista.tv – che di recente ha fatto la radiografia ai 1.735 giornalisti attualmente in organico nella tv di Stato – lo scrive da tempo. Ora sembra che le insistenze dei direttori di Testata con il settimo piano abbiano sortito i primi effetti.

Nel prossimo cda Rai, in agenda per giovedì 9 maggio, sul tavolo della Sala Orsello dovrebbe arrivare infatti quella che all’ufficio del personale avrebbero ribattezzato come la delibera dei “perugini”. In sostanza, con l’ombrello del board, l’ad Fabrizio Salini darebbe il via libera all’assunzione di 69 giornalisti (usciti dagli ultimi tre bienni) provenienti dalla scuola di giornalismo di Perugia. Una delibera che aprirebbe comunque ad attingere (con calma) anche dalle altre scuole di giornalismo. Per i fortunati 69 “perugini” sarebbe pronto un contratto a tempo determinato di 10 mesi per essere impiegati soprattutto nelle Tgr, nella nascitura testata web e (in pochi) anche nei tg nazionali. Un intervento straordinario del settimo piano, per impellenti esigenze aziendali, per far uscire dall’impasse assunzioni il servizio pubblico.

Sembra che gli ultimi arrivi dalla scuola di Perugia risalgano al 2013, con un’infornata di 35 allievi. Uno spreco – si dice in Rai – considerando che la scuola è stata fondata ed è finanziata dalla Rai (circa 700 mila euro l’anno di finanziamento diretto) senza averne un ritorno in termini di professionalità. In pratica uno sperpero di denaro al quale vanno aggiunti, tra gli altri, gli stipendi di Antonio Bagnardi (Presidente), Gianni Scipione Rossi (direttore del centro) e Antonio Socci (direttore della scuola). Buste paga pesanti, tutte oltre i 200 mila euro. Come la delibera dei “perugini” si sposi con la legge, con le aspettative dei numerosi precari già in Rai e con quelle dei cosiddetti “idonei” all’ultimo concorso, lo capiremo presto…

Approfondimenti