Martedì sono attesi in audizione in Vigilanza. Intanto i giornalisti idonei del concorso 2015 ricordano: “La legge impone di assumere noi”.

Un nuovo concorso, su base regionale e aperto a 2.000 partecipanti; scorrere la lista di “idonei” della selezione del 2013 e del concorso del 2015; attingere alle scuole di giornalismo, a partire da quella di Perugia; stabilizzare – attraverso accordi sindacali – i contratti atipici con cui vengono utilizzati oltre 200 giornalisti dei programmi di Reti e Testate. Eccolo, in estrema sintesi, il ventaglio di possibilità che ha il vertice Rai in vista dell’assunzione di nuovi giornalisti. Eppure c’è chi è convinto che l’ad Fabrizio Salini e il presidente Marcello Foa abbiano una via maestra da intraprendere. È il “Comitato informazione pubblica”, fondato da oltre cento giornalisti che hanno superato la selezione Rai del 2015 e che oggi – in una nota – tornano a ribadire le proprie ragioni.

“Siamo certi che, nell’audizione in Vigilanza prevista per domani, i massimi vertici della Rai anticiperanno le risposte positive attese da tempo riguardo lo scorrimento della graduatoria dell’ultimo concorso”, spiega il “Comitato informazione pubblica” assistito dall’avvocato Vincenzo Iacovino. “L’obbligo di attingere risorse dalla nostra graduatoria prima che da altri bacini è sancito da una legge dello Stato”, aggiunge il comunicato, “il comma 1096 della legge 205/2017. Si tratta di una norma speciale, rivolta cioè specificamente all’azienda del servizio pubblico, una disposizione assolutamente ineludibile. Siamo certi che il presidente Foa e l’amministratore delegato Salini (insieme al nuovo direttore generale Matassino, cui auguriamo buon lavoro) si muoveranno nel pieno rispetto della legge. Lo hanno già fatto, di recente, con le assunzioni effettuate dall’altra graduatoria, relativa al concorso 2013, richiamata da quella norma. Una scelta coerente e legittima che dimostra peraltro come il tempo trascorso dalla selezione del 2013 e, a maggior ragione, dal concorso del 2015 non pregiudichi affatto il livello di professionalità dei giornalisti coinvolti. Anche riguardo alla nostra graduatoria, dunque, siamo certi che una grande azienda di servizio pubblico qual è la Rai terrà fede al principio costituzionale della trasparenza, il solo – conclude la nota – a poter garantire, per Viale Mazzini, la rottura con le logiche del passato”.

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