Giovanni Minoli: “Salini bravo e perbene, ma lento”

- Roma

Altro che De Santis, Fazio o Vespa. Il vero sfregio alla Rai e ai suoi dipendenti è l’outsourcing.

In Rai non ha certo bisogno di presentazioni per quello che ha fatto (e continua a fare) in tv e in radio, per i format inventati, per le Reti dirette e per i volti, poi diventati famosi, lanciati. Stiamo parlando di Giovanni Minoli. E quando rilascia un’intervista in cui, tra l’altro, parla di Rai, come è accaduto domenica 16 febbraio sul Corriere della Sera, è meglio buttarci un occhio. E in effetti qualche indicazione interessante a Stefano Lorenzotto l’ha data. Minoli la rimozione da Rai1 di Teresa De Santis la considera “irrilevante”, mentre lo è eccome il fatto che il servizio pubblico “sta perdendo totalmente la sua identità. Buona parte della prima serata è prodotta in outsourcing, uno sfregio agli 11.000 dipendenti interni e ai 1.770 giornalisti. Vuol dire che la burocrazia ha stravinto su uomini e prodotti”. Fabio Fazio non gli garba, Bruno Vespa non lo guarda e Carlo Freccero non è un genio della tv: “È bravo nell’orale, ma nello scritto non mi ricordo di suoi programmi memorabili nei sette anni da direttore di Rai2”. E sottrarre la Rai alla politica? “Non è possibile. E’ la legge a dire che gli azionisti sono i partiti”. Quindi, in chiusura, Minoli dà un consiglio a all’ad Fabrizio Salini in vista delle nomine: “Dirigente bravo e perbene che ho conosciuto a La7, potrebbe decidere tutto. In pratica lo fa con troppa lentezza”.

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